SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un progetto per evitare lo spreco del cibo nelle mense da parte degli allievi della scuola primaria. In che modo? Proponendo piatti confezionati con gusto e belli da vedere. Lo chef Francesco Poliandri ha avanzato la sua proposta all’amministrazione comunale.

 

Un progetto gratis, ma il Comune che fa? «Il progetto è a titolo gratuito, cioè offro il mio servizio senza compenso. Il Comune – lamenta lo chef – in questi giorni mi ha risposto che ormai l’anno scolastico è in corso e non è possibile fare niente. Ma io avevo già la scorsa primavera, in forma ufficiosa, mandato comunicazioni all’assessore incaricato e in via ufficiale il 10 di settembre tramite Pec. Ma  in questo caso non ho ottenuto nessuna risposta».

 

 

Obiettivo. «Il mio progetto si pone l’intento di rivisitare in chiave alternativa i piatti presenti attualmente nel menù delle mense scolastiche delle primarie. L’obiettivo è portare i bambini al consumo di pesce, uova, ma soprattutto verdure, che sono le meno apprezzate, con la valorizzazione delle portate da parte degli addetti del settore».

 

Come nasce l’idea? «L’idea mi è venuta quando, incontrando diversi genitori nell’hotel che dirigo, mi dicevano che riuscivo a far mangiare tutto e di tutto ai loro figli, troppo spesso schizzinosi e reticenti, da non assaggiare neppure il cibo. I bambini mangiano con gli occhi prima che con il palato, quindi bisogna rendere bello e appetitoso il piatto. E’ facile rendere buona e bella una portata, al punto che viene voglia di mangiarla con gli occhi. E’ la semplice e stringata traduzione di ciò che rappresenta l’alta cucina».

 

Alta cucina per i bambini. «In considerazione di quanto detto, voglio essere la prova che la proposta non deve essere relegata ad una categoria elitaria, ambito esclusivo dei palati raffinati.

E’ la facile ma obbligatoria trasformazione con creatività ed estro di piatti anonimi, spenti e insapori, in veri e propri percorsi di educazione al gusto.

Destinare ciò che viene definita alta cucina a dei fruitori come i bambini, che utlizzano il servizio mensa, non è altro che un cammino educativo su un’attenta e corretta alimentazione, senza trascurare l’aspetto visivo dei piatti. In questo modo si evitano gli sprechi».

 

Gli ingredienti di base del progetto dello chef. «Il tutto confezionato con le materie prime del territorio: biologiche, a km zero e Igp, poiché esse rappresentano un patrimonio da preservare e tramandare, cominciando dai più piccoli».

 

Per concludere. «Cosa voglio? Ingegno, tecnica e fantasia anche nelle mense scolastiche, come si fa nelle cucine dei “grandi” ristoranti, per contrastare il rifiuto del cibo da parte dei bambini».

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