SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Rosaria Falco e Marco Curzi rispondono alle parole del dottor Ermanno Ruffini, primario di Pediatria presso l’Ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno, volte a smentire il depauperamento di risorse all’ospedale Madonna del Soccorso.

 

Scrivono i consiglieri: «Ci preme riscontrare le affermazioni del dottor Ruffini, volte a confutare quanto da noi affermato relativamente alla situazione del reparto di Pediatria dell’Ospedale Madonna del Soccorso.

 

Si evidenziava l’intento da parte delle Autorità sanitarie locali di “spostare” i numeri delle nascite al Mazzoni, mediante trasferimento in quel di Ascoli di attrezzature, personale e finanche neonati.

 

Partiamo dai numeri certi, quelli di San Benedetto: 988 nati nel 2010, 926 nel 2011, 869 nel 2012, 827 nel 2013, 758 nel 2014, 726 nel 2015, 755 nel 2016, 808 nel 2017, 821 nel 2018.

 

I numeri di Ascoli Piceno disponibili: 668 nati nel 2016, 585 nel 2017, 558 nel 2018, con un trend in calo che presumibilmente, se non verranno aumentati i ricoveri “strumentali”, porterà la cifra sotto le 500 nascite nel 2019, mentre è evidente la salita costante delle nascite a San Benedetto del Tronto, dove la contrazione citata dal dott. Ruffini è inferiore alla media nazionale.

 

Pare comunque certo che le nascite al Mazzoni siano sempre state inferiori a quelle del Madonna del Soccorso, ma stranamente i dati in nostro possesso relativi al periodo 2016-2018 sono stati reperiti dalla stampa locale, mentre quelli antecedenti sono inaccessibili, non divulgati quindi “segreti”: a tal proposito cogliamo l’occasione per chiedere al primario di pediatria di fornirci gentilmente i dati relativi al periodo dal 2010 al 2015, onde poter effettuare un raffronto certo.

 

Ma se la supposizione di una superiorità numerica di San Benedetto relativamente alle nascite già dal 2011 fosse vera, allora non si spiegherebbero le motivazioni sottostanti alle decisioni della rete neonatologica regionale, citate dal dott. Ruffini, che di nuovo preghiamo di illuminarci reperendo il documento decisorio, in quanto a noi non è data tale facoltà.

 

Con tale provvedimento del 2011 infatti, sarebbe stata individuata nel Mazzoni la sede di una neonatologia  di 5 posti letto, non si capisce in base a quale dato tecnico o a quale norma, dato che la maggioranza delle nascite, e quindi l’esigenza di tutela dell’utenza, era già da allora individuabile al Madonna del Soccorso, ove invece solo nel 2017 venivano inseriti due posti letto (ossia due incubatrici) nonostante le nascite in costante aumento rispetto ad Ascoli.

 

Ridimensioniamo anche l’asserito raddoppiamento del 100% del personale infermieristico del reparto pediatria nel 2017: si è semplicemente passati da uno a due infermieri, di gran lunga al di sotto del personale attribuito al Mazzoni, mentre i medici sono sette ora e lo erano in precedenza, non sono mai stati aumentati come afferma il dott. Ruffini.

 

Quanto alle incubatrici, esse sino al 2012 erano quattro nel nostro ospedale, poi nello stesso anno sono state tutte trasferite ad Ascoli: per quale motivo se le nascite erano più numerose sulla costa?

 

Solo dopo il pensionamento del precedente primario, che non sembra essersi mai opposto a questa espoliazione, sono state restituite alla nostra pediatria due incubatrici.

 

Il reparto ha chiesto più volte alla direzione sanitaria una terza incubatrice, avendone ricevuto una vecchissima ed inservibile e quindi restituita.

 

A tal proposito, ci facciamo portatori di tali istanze, supportate dai numeri in ascesa delle nascite, per appellarci ad Enti, fondazioni, imprenditori, che tanto bene sanno fare al nostro territorio con la loro generosità, affinché, gettando uno sguardo verso la zona costiera, ascoltino questo grido di aiuto e esaudiscano tale richiesta: abbiamo bisogno di almeno un’incubatrice, se non due, di un elettrocardiografo e di un ecografo per assicurare un servizio necessario alla collettività che si rivolge con fiducia al Madonna del Soccorso, e siamo certi che qualcuno ascolterà la loro e la nostra voce.

 

Relativamente all’istituzione a San Benedetto nel 2018 della doppia guardia, citata dal dott. Ruffini, essa è presente nelle ore diurne, mentre nelle ore notturne abbiamo un medico in reparto e uno con la reperibilità, e questo non costituisce certo una concessione dell’Area Vasta 5, ma un preciso obbligo di legge.

 

Per finire, stupisce che un primario impegnato in entrambi gli ospedali del Piceno, e che dovrebbe tutelare entrambe le strutture e le relative utenze, si affanni a mascherare i numeri e i dati incontestabili per giustificare una sperequazione di risorse e personale verso Ascoli, che non ha alcun supporto causale nei fatti, né nelle esigenze di chi davvero meriterebbe di essere tutelato, ossia le mamme ed i bambini che si affidano alle cure del nostro reparto di Pediatria e che meriterebbero maggior considerazione».

© Riproduzione riservata


Stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *