SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Quartieri a raccolta sulla sanità nella sala parrocchiale della chiesa San Pio X, nel quartiere Marina di Sotto. Piatto forte della serata di giovedì 20 settembre l’ubicazione dell’ospedale di primo livello, che l’algoritmo e la maggioranza dei sindaci del Piceno hanno individuato tra Spinetoli e Colli del Tronto.

 

I presenti sono rimasti perplessi dal report sulla sanità delle Marche illustrato dall’architetto Gino Micozzi con l’ausilio delle slides. Perplessità rafforzate  dall’intervento del consigliere comunale di Ripartiamo da Zero Giorgio De Vecchis che ha informato la platea sul decreto Balduzzi (LEGGI QUI). Perplessità in merito all’atteggiamento che la Regione tiene nei confronti dell’ospedale di San Benedetto, poco considerato negli investimenti sanitari e strutturali. Ed è parso inverosimile che il nuovo ospedale possa essere realizzato a Spinetoli.

 

Estrapoliamo uno dei punti trattati da Micozzi: la mobilità attiva (cioè gli utenti di fuori regione che scelgono gli ospedali delle Marche per le prestazioni) e la mobilità passiva (i marchigiani che si recano nei nosocomi fuori regione). Ebbene, San Benedetto (con Ascoli) è l’unico presidio delle Marche in cui le entrate superano le uscite: e di molto.

 

LE CIFRE

Area vasta 1 (Pesaro Urbino),  entrate dalla mobilità attiva pubblica e privata 4 milioni di euro, uscite derivanti dalla mobilità passiva 50 milioni di euro, saldo – 46 milioni di euro.

Area vasta 2 (Ancona), entrate dalla mobilità attiva pubblica e privata 8 milioni di euro, uscite derivanti dalla mobilità passiva 33 milioni di euro, saldo – 24 milioni.

Area vasta 3 (Macerata), entrate dalla mobilità attiva pubblica e privata 8 milioni di euro, uscite derivanti dalla mobilità passiva 24 milioni di euro, saldo – 16 milioni di euro.

Area vasta 4 (Fermo), entrate dalla mobilità attiva pubblica e privata 3 milioni di euro, uscite derivanti dalla mobilità passiva 24 milioni di euro, saldo – 10 milioni di euro.

Area Vasta 5 (Ascoli-San Benedetto), entrate dalla mobilità attiva pubblica e privata 37 milioni di euro, uscite derivanti dalla mobilità passiva 22 milioni di euro, saldo + 15 milioni di euro.

 

A questo va aggiunto che il Pronto soccorso di San Benedetto è il secondo delle Marche per accessi.

 

Ospite dell’assemblea Giorgio De Vecchis che ha delucidato i presenti sul decreto Balduzzi. La riunione è stata indetta da Alfredo Isopi, coordinatore della conferenza dei presidenti dei quartieri. Proprio Isopi ha voluto porre all’attenzione di Adriatico 24 Ore alcuni aspetti del Balduzzi.

 

«Vorrei precisare – ha commentato Isopi – che abbiamo dedicato una serata per capire bene i dati, i numeri di gestione della sanità marchigiana, che ci consentono di affermare e pretendere l’applicazione del decreto Balduzzi».

 

Ha sottolineato Isopi: «Due ospedali nella nostra provincia ci stanno tutti e devono essere un ospedale di base ad Ascoli e uno di primo livello, nuovo, a Centobuchi o comunque nei pressi del casello autostradale di San Benedetto del Tronto.

La soluzione Spinetoli non è logica né razionale. Spinetoli farà spostare 250 mila persone, sono costi indiretti per la popolazione che la politica non può ignorare se i concetti di equilibrio ed equità contano ancora qualcosa. Adesso c’è la legge che ci tutela, c’è il Balduzzi.

 

Non dobbiamo più stare ai giochi di potere della politica è un nostro diritto avere una soluzione migliore e più baricentrica rispetto alla maggioranza della popolazione provinciale, che sta sulla costa.

Non esiste nessun algoritmo perché il riferimento della legge è solo agli abitanti e San Benedetto del Tronto ha diritto ad un presidio ospedaliero di primo livello con U.T.I.C. HUB e un D.E.A. di primo livello».

 

 

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