MARCHE – La Regione Marche ha revocato il contratto di gestione delle macerie del sima del 2016 alla società PicenAmbiente SpA. Il decreto è stato firmato il 16 ottobre, il nuovo appalto  è stato affidato a una ditta di Pesaro.

 

La PicenAmbiente era adibita a rimozione, trasporto, trattamento, e successivo avvio a recupero o smaltimento delle macerie ed altri materiali derivanti dal crollo degli edifici e dalle attività di demolizione di quelli pericolanti.

 

Secondo il soggetto attuatore, cioè la Regione, il Concessionario Picenambiente SpA si è reso responsabile di ripetute e reiterate inadempienze agli obblighi derivanti dalla convenzione, nonostante le formali diffide ed i solleciti dell’Amministrazione.

Il 30 agosto la Regione ha inviato alla Picenambiente la contestazione di inadempienze contrattuali in relazione alle attività oggetto di concessione e formale messa in mora, con contestuale avviso dell’avvio della procedura di risoluzione contrattuale.

 

E’ stata riscontrata in più occasioni, l’inadeguatezza del numero di maestranze adibite alla selezione e cernita presso il sito di deposito temporaneo. La presenza di addetti è risultata non conforme  allo standard previsto dal Disciplinare Tecnico “Rendicontazione”.
E’ stato interrotto il servizio pubblico, dell’intera filiera di gestione, raccolta, selezione e avvio a recupero-smaltimento, senza giustificazione ed in difetto di preventiva comunicazione il  30, 31 luglio e 8 agosto.

 

E’ stato rimosso dal sito di deposito temporaneo Unimer del materiale qualificato come “aggregato riciclato”, già recuperato nel sito medesimo, in difetto di preventiva certificazione adeguata per il riutilizzo e senza alcuna comunicazione ed eventuale autorizzazione, eseguendo pertanto una indebita sottrazione di materiale di proprietà pubblica.
Non è stata data attuazione all’indirizzo fornito per il preciso adempimento delle attività nella frazione Pescara del Tronto, in materia di macerie di tipo “A e B”, dal 11 giugno al 13 agosto.

 

Mezzi dedicati alla rimozione macerie, successivamente al carico, non sono transitati per i siti di deposito temporaneo di Monteprandone e  Unimer, ma hanno scaricato all’interno di piazzole di ditte private, ovvero hanno sostato in luoghi non coerenti con l’intera filiera di gestione, ovvero hanno oltrepassato i confini regionali per destinazione ignota il  26 luglio, 20, 22 e 24 agosto.
I report di competenza del gestore riportano dati non coerenti tra quantitativi registrati e numero di mezzi che hanno conferito presso il sito di deposito temporaneo il 20, 21 e 22 agosto.

 

Rifiuti, invece di macerie, sono stati illecitamente scaricati all’interno dei siti e conseguentemente avviati alla gestione all’interno dalla filiera pubblica con
conseguente aggravio di costi il 26 giugno e il 24 agosto.
Ditte private hanno indebitamente caricato i rifiuti in uscita dal sito di deposito temporaneo, in violazione alle autorizzazioni vigenti il 24 agosto.

 

Il soggetto attuatore ha quidi ritenuto che la PicenAmbente non abbia svolto direttamente o attraverso i  propri subappaltatori, la gestione delle macerie nell’intero suo ciclo, garantendo la piena correttezza e legalità di ciascuna singola operazione oggetto di concessione.

 

Ha evidenziato come le modalità di gestione e i ripetuti inadempimenti esposti, minino il necessario rapporto fiduciario tra Ente concedente e società concessionaria, costituendo il venir meno dei requisiti di affidabilità e di buona conduzione del servizio.

 

Ha valutato come le circostanze sopra menzionate  abbiano insanabilmente compromesso le finalità della concessione e, quindi, prodotto una grave ed irreparabile lesione dell’interesse di cui la Regione concedente è portatore e, pertanto, costituiscano presupposti per la risoluzione del contratto.

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