MARCHE – I dati forniti dall’Inps regionale sulle domande di reddito di cittadinanza presentate nelle Marche,  rendono noto che sono circa 14.000, l’81,5% sono state inoltrate presso gli sportelli dei CAF, il 17,5% presso le Poste e appena l’1% da alcuni Patronati.

 

 

La Cgil ha denunciato, sin dalla nascita del provvedimento, un eccessivo trionfalismo e un possibile scarto tra realtà e aspettative. I numeri lo confermano appieno, in quanto la platea stimata dal Governo e i dati sui potenziali fruitori diffusi da alcuni parlamentari marchigiani di maggioranza erano assolutamente sovrastimati. Si parlava, infatti, di 134.000 potenziali soggetti marchigiani. I numeri, per il momento, sembrano confermare una vera e propria debacle dello strumento che invece raggiunge una platea molto più simile a quella che già beneficiava del Rei (15.000), istituito dal passato Governo. Sulle domande presentate prevalgono con il 57,4% le donne.  

 

 

Il numero delle domande respinte è altissimo e ammonta a 5.551 domande: il 39,9% del totale di quelle presentate. Sono invece 8.253 quelle accolte. Questo il pensiero di Giuseppe Santarelli, segretario Cgil Marche: «Questa misura nasce senza un confronto preventivo con il sindacato, i risultati sono molto deludenti. I paletti introdotti impediscono a molti di accedere al reddito di cittadinanza. Al momento i beneficiari risultano essere decisamente inferiori rispetto alla precedente misura del REI. La povertà purtroppo oggi si nasconde anche tra i dipendenti precari, part-time e quindi a basso reddito, oppure tra la moltitudine di partite Iva».

 

 

Il Caf Cgil ha effettuato nelle Marche 4.556 domande, cioè il 32,71% di quelle effettuate presso i Caf di tutta la regione. Un terzo (1.523) provengono dal Caf di Pesaro Urbino, 1180 da Ancona, 1093 da Macerata, 489 da Ascoli Piceno e 271 da Fermo.

 

 

Dichiara, infine, Giuseppe Galli, segretario regionale Cgil Marche: «Il numero delle domande presentate dalle nostre strutture è il segno evidente della vicinanza dei nostri servizi alle fasce più deboli della società marchigiana. Siamo ancora nella fase iniziale del Reddito di cittadinanza, monitoreremo via via la situazione per vedere come verrà gestita tutta la seconda fase».

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