CASTEL DI LAMA – Ha le idee chiare il sindaco di Castel di Lama: «Noi come Movimento 5 Stelle di cui siamo gli unici esponenti in provincia, votammo no all’ospedale unico: le 5 slide che Ceriscioli ci ha presentanto dicevano che San Benedetto e Ascoli sarebbero stati trasformati in sedi ambulatoriali. Non si capiva cosa ci fosse di nuovo».

 

La proposta. «Sosteniamo la proposta di Giorgini che parte dalla valutazione per cui essendo l’ospedale di San Benedetto vecchio,  quello di Ascoli nuovo, forse ha senso rifare il primo e mantenere entrambi gli ospedali separati, perché come prestazioni sanitarie l’ospedale unico non aggiunge nulla, sono presenti sia nella riviera che a Ascoli il 90% delle prestazioni. Esse attualmente già ci sono e rispetto all’ospedale unico non vedo quali sono le novità e come farebbero a connotarsi come eccellenze».

 

Il punto. «Non c’è stato presentato alcun piano sanitario e abbiamo solo la percezione  dello stato catastrofico della sanità regionale».

 

Il piano sanitario. «Il taglio delle spese del piano sanitario dimostrerebbe se l’ospedale unico comporta meno spese, servirebbe a verificare quanto si risparmia e se oggettivamente si hanno maggiori servizi con minori spese. Per valutare poi di investire il risparmio in servizi domiciliari. Un piano che storni queste risorse sull’assistenza domiciliare, perché la sanità è anche assistenza ai malati cronici.  Anche dall’assistenza si valuta lo stato di salute della sanità».

 

La previsione. «Il confronto dello stato attuale rispetto al futuro si può fare solo con un piano sanitario. Stiamo investendo sul niente senza avere coscienza di quello che si fa. Serve serietà su questo progetto: per ora è solo una mossa elettorale».

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