SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I dubbi dell’Ugl: «Oggi siete poco credibili quando parlate di eccellenze, siete invece molto più credibili sul versante di politica sanitaria edilizia». Scendono in campo l’Ugl sanità provinciale e l’Ugl medici: «Ospedale unico pre-elettorale e nomine di vertice in Area vasta 5 (direttore generale e direttori di unità operative), l’aria elettorale mediatica riguardo la scelta del primo sta offuscando la visuale pubblica sui secondi».

 

Sta diventando incandescente il dibattito sulla sanità nell’Area vasta 5. La battaglia politica svaria sull’ospedale unico, nomine di primari, direttore Area vasata, servizi-disservizi.

 

«Mentre il Governatore prevede carotaggi – tuona il responsabile Ugl, Benito Rossi – per l’annunciato ospedale unico (che ha più il sapore di bastone e carota per contenere gli animi di chi richiede l’azienda ospedaliera, per la quale oggi non ci appassioniamo), si sta organizzando l’attribuzione del ruolo al prossimo direttore generale, che speriamo sia meno soffocato possibile dalla politica nostrana. Mentre il Governatore annuncia che l’ospedale unico annullerà i viaggi in ambulanze tra Ascoli e San Benedetto, ci stiamo giocando il futuro dell’emergenza territoriale attraverso la nomina di due primari di pronto soccorso (Ascoli e San Benedetto) e di un nuovo capodipartimento di emergenza. Sull’emergenza territoriale c’è e ci sarà molto da fare, soprattutto sulla visione gestionale delle medicine d’Urgenza, sulle quali pesa la cronica carenza di posti letto nei reparti, sulla qualità assistenziale erogata, sulla carenza di personale, con in testa i carichi di lavoro del personale. Il mito dei modelli teorici cozzano con la realtà che vivono utenti e dipendenti turnisti in prima linea».

 

«Auspichiamo – continua Benito Rossi – che la medicina d’urgenza non rappresenti la foglia di fico per nascondere la carenza dei posti letto, ricorrendo sempre alle convenzioni private. Se da una parte il Governatore annuncia livelli alti per l’emergenza, dall’altra parte annunciamo che avremo molto da chiedere di preciso sull’argomento: su quali organigrammi, su quali protocolli operativi che riconsegnino dignità agli operatori ed agli utenti, questi ultimi magari costretti a lunghi viaggi da Ascoli o San Benedetto verso Ancona (andata e forse ritorno), verso le eccellenze, attraverso 200 km di soffice strada ed autostrada. L’eliminazione dei doppioni può passare attraverso una riorganizzazione dei due plessi senza condizionamenti da microchip politici. Chiediamo troppo? Troppa trasparenza chiediamo?».

 

Conclude Rossi: «Un polo di eccellenze nel sud Marche lo avremmo visto in ipotetica azienda ospedaliera tra Fermo, Ascoli e San Benedetto. Oggi siete poco credibili quando parlate di eccellenze, siete invece molto più credibili sul versante di politica sanitaria edilizia».

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