SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Litigano per l’ospedale unico, ma i pannoloni per gli anziani non autosufficienti hanno perso la qualità». Protesta Paola Di Pietro, una signora di Porto d’Ascoli che assiste la suocera di 94 anni non autosufficiente, affetta da demenza senile di tipo alzheimer.

 

E’ stata ridotta la fornitura? «No, è stata ridotta la dimensione dei pannoloni. Insomma – lamenta la donna – sono più piccoli e quindi non adatti allo scopo. Io assisto mia suocera, che dal febbraio 2017 è immobile in un letto, ha bisogno di assistenza continua».

 

Spiega Paola Di Pietro: «Fino all’altro giorno le famiglie dei malati andavano a prendere i pannoloni all’ospedale di San Benedetto. Ora il sistema è cambiato e le confezioni ci vengono portate a domicilio. Quesa mattina per la prima volta li ho ricevuti a casa, ma ho dovuto constatare che sono più piccoli. I primi grandi, contenitivi, strutturalmente resistenti, i secondi praticamente puoi usarli per le bambole. In pratica, per pagare il servizio a domicilio hanno risparmiato sulla qualità dei pannoloni».

 

La signora Paola ha telefonato al’Adi di via Romagna, l’Assitenza domiciliare integrata, per chiedere chiarimenti: «L’operatore mi ha dato il numero verde della ditta fornitrice per chiede spiegazioni. E’ inammissibile che un servizio pubblico faccia questo rimpallo di responsabilità».

 

«Vi prego – l’amarezza di Paola Di Pietro – continuate tutti a credere che il problema più grande che abbiamo qui nel sud delle Marche sia scegliere dove fare l’ospedale unico. Intanto è stato tolto un altro pezzo di servizio sanitario alle famiglie. Adesso vediamo chi, tra quelli che urlano tanto, inizierà ad urlare per questa azione pensata solo per nuocere alle famiglie in difficoltà».

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