SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Elezioni comunali 2021: qualcosa si muove. Sono infatti iniziati gli incontri tra politici e persone di varia estrazione, per costituire una coalizione con un candidato sindaco per la scalata al palazzo di viale De Gasperi. Ma ancora è tutto in alto mare.

 

L’ex assessore all’Urbanistica del centrosinistra, Paolo Canducci, è tra i fondatori  del Comitato Salviamo il Madonna del Soccorso. Ultimamente non è più in prima linea. E’ tra quanti si stanno impegnando per creare una coalizione per le elezioni amministrative del 2021?  Quanto incide il fattore “politica” sul profilo basso che sta tenendo l’ex assessore nel Comitato?

 

 

Spiega Canducci: «Nel Comitato ci sono tante persone valide che portano avanti gli impegni, per primo il presidente dott. Nicola Baiocchi, che non conoscevo. Alla vigilia della campagna elettorale per le regionali 2020 non mi va che possa sorgere l’equivoco  della politicizzazione. Non mi metto in prima fila agli incontri pubblici: sono un gregario. C’è un presidente molto serio e condivido la sua posizione».

 

Comitato politicizzato? «Leggo le accuse rivolte al Comitato sui giornali, prima dicevano che fosse politicizzato poi consulente del centrodestra. In realtà il Comitato è trasversale, c’è di tutto. Le accuse sono infondate. Al primo posto dello statuto c’è il  ripristino dei servizi e del personale al Madonna del Soccorso, nonché il nuovo ospedale sulla costa: è questo che muove tutto».

 

Immaginare il Comitato politicizzato fa pensare a una battaglia contro la Regione Marche. O che voglia fare campagna elettorale per qualcuno che intenda candidarsi alle regionali. Un conto è fare una battaglia politica, come si sta facendo, altra cosa è essere politicizzati».

 

C’è chi pensa che il suo recente profilo basso nel Comitato dipenda dal rientro in politica in vista delle elezioni comunali. «Non ho mai smesso di fare politica, sono nato con i Verdi e resto con i Verdi. Io penso che si debba ragionare sul futuro della città, non del mio futuro».

 

Quale futuro? «San Benedetto ha perso molto della sua centralità in settori strategici. Prima eravamo un punto di riferimento in Italia, ora ritengo non lo siamo più in materia di sanità, gestione dei rifiuti, politiche sociali, turismo, cultura. E non solo.

 

Bisogna ragionare tra persone di buona volontà per il futuro della città. Le ambizioni personali vengono dopo. Poiché San Benedetto ha fatto grossi passi indietro bisogna mettere in campo un progetto alternativo».

 

Un progetto di quale colore politico? «Ormai non riesco più a concepire centrodestra o centrosinistra. Il centrosinistra è finito con Prodi, infatti dopo Prodi il Pd si è sempre presentato da solo per poi fare  le coalizioni.

 

Credo che ci sia bisogno per prima cosa di un progetto: se si parte dalla figura del sindaco, per battere la compagine di Piunti, non si arriva da nessuna parte perché di candidati sindaci ce ne sono cento. Ciò che è difficile, invece, è trovare cento persone di buona volontà che si mettano a lavorare».

 

Le priorità? «Prima trovare le persone  che vogliano mettere in campo un progetto alternativo, poi da queste persone uscirà in maniera naturale un nome. Ma la gente voterà il progetto. Se invece facciamo il percorso inverso, succede come nella politica nazionale: la gente si è innamorata di Renzi o Salvini e dopo due anni li ha scaricati».

 

Su cosa puntare? «Puntare su un progetto e su un gruppo di persone che hanno idee e che stanno in tutti i settori: dall’economia al commercio, dall’istruzione allo sport, dal volontariato al sociale, imprenditori, professionisti, studenti e anche politici ed ex amministratori. E’ pieno di gente che ogni giorno fa cose importanti per la città. Bisogna vedere se tra queste persone c’è chi ha voglia di sacrificare un po’ della sua vita per lavorare a un progetto per fare rinascere San Benedetto. Un progetto alternativo al centrodestra».

 

Qual è il suo ruolo? «In politica non è mai fermo niente, ma non sono il coordinatore. Sono uno dei tanti che vuole cambiare le cose. In Consiglio comunale vediamo muoversi il Pd, Leu, Udc, i fuoriusciti del centrodestra, ma oltre il consesso civico abbiamo il M5s e altri. Ce ne sono tanti che possono mettere in campo un progetto alternativo al centrodestra. Bisogna vedere chi farà il progetto più attuabile».

 

Quando dovrà partire il progetto? «Si deve concretizzare almeno un anno prima delle comunali. E’ slegato dalle elezioni regionali e dalle eventuali politiche, in quanto queste elezioni seguono logiche di partito. Il ruolo da protagonista lo avrà il progetto portato avanti da persone volenterose, che vogliono mettersi in gioco per ridare lustro a San Benedetto del Tronto».

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