SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Incontriamo il rinomato meteorologo Massimiliano Fazzini e gli chiediamo di chiarirci quali sono le principali tendenze climatiche che riguardano la nostra zona geografica, e da quali fake news dobbiamo guardarci rispetto a tempo e clima.

 

Prof. Fazzini, assistiamo sempre più di frequente a cambiamenti repentini del tempo: prima il sole poi dopo mezz’ora la pioggia. Il fenomeno è riconducibile all’innalzamento delle temperature? 
Come prima cosa occorre dire ciò che in pochi sanno: non è ancora provata scientificamente la relazione tra  cambiamento del tempo e cambiamenti climatici. Infatti un aumento della temperatura di 1,3 gradi in 20 anni incide su una scala molto piccola in termini di cambiamenti del tempo.

 

E le manifestazioni violente come le bombe d’acqua e le trombe d’aria sempre più frequenti sul nostro territorio? Si possono ricondurre al riscaldamento globale? 
Le perturbazioni violente, i venti forti, le trombe d’aria sono una cosa, i cambiamenti del tempo nel giro di mezz’ora un’altra, e non c’è una relazione statistica tra i due fenomeni. Certo è che con il riscaldamento globale c’è più energia nel sistema e il tempo cambia nella misura in cui grandi masse di aria calda si scontrano con correnti fredde, generando fenomeni di media intensità, perché così sono da definire nella nostra zona.

 

Per il futuro, cosa ci aspetta? 
Si può parlare di una estremizzazione del clima, ed è sicuro l’aumento della temperatura nell’ultimo ventennio: nelle isole di calore cittadino si arriva fino a 3 gradi in più e il sistema terra-mare-atmosfera produce più energia: in questi casi c’è il rischio di fenomeni estremi, come bombe d’acqua, tornadi, trombe d’aria. Il contrasto che si genera in natura infatti tende a estremizzare le manifestazioni climatiche con fenomeni che una volta erano rari in Italia e nella nostra regione che invece oggi si ripetono di frequente. Si generano infatti forti contrasti di temperatura che causano forte pioggia con eventi elettrici: fulmini, lampi, tuoni. C’è da dire però che questi eventi climatici erano presenti – anche se sporadici – in natura 30 anni fa nella pianura padana nei mesi primaverili di maggio e giugno e in quelli autunnali di ottobre e novembre: lo stesso periodo dell’anno in cui si presentano a noi oggi nel nostro territorio.

 

Il Mare Adriatico avanza verso la costa e aumenta la sua temperatura?
Il fenomeno ha una duplice spiegazione: i mari Adriatico e Mediterraneo, definiti hot spot, cioè bacini chiusi e circondati montagne che riproducono morfologicamente le condizioni  dell’ambiente tipico delle mutazioni climatiche a livello globale. Qui si registra il più alto livello medio mare dal periodo 2010-1015. Ben 4 cm in più negli ultimi venti anni secondo i rilevamenti fatti a Venezia, Trieste e Ortona. Questo effetto però nel nostro mare è compensato da un abbassamento di 5 cm dovuto alla prevalenza di campi di alta pressione che determinano uno  schiacciamento dell’acqua aria verso basso scontrandosi con i campi di bassa pressione e determinando il tipico fenomeno  della subsidenza. Il Tirreno che non è interessato dalla subsidenza è aumentato di 6 cm nello stesso periodo considerato, in generale il livello medio di innalzamento del mare è stato di 4 cm in 20 anni, e non di mezzo metro come profetizzavano alcuni allora.

 

È vero che si va verso clima equatoriale nelle manifestazioni climatiche e continentale per le temperature? 
Smentisco categoricamente questa illazione che profetizza la tropicalizzazione del clima. Le precipitazioni sono costanti e ne l’aumento di pioggia tra Ravenna e Foggia ne quello della temperatura sono tali da far pensare alla tropicalizzazione che invece interessa il basso Adriatico. Qui nel medio adriatico l’intensità delle precipitazioni è di livello medio. La tropicalizzazione del clima non ci riguarda, l’escursione termica annua è un’altra cosa: i picchi di freddo saranno brevi in inverni sempre più miti, si va verso la mediterraneanizzazione del clima, più marittimo e non  continentale.

 

Questo può essere dovuto alle politiche di tutela ambientale nell’ultimo ventennio? 
La condizione del medio bacino Adriatico è sicuramente determinata dalla minore presenza di gas serra ma non si può ancora parlare di politiche di adattamento: ci sono piani di adattamento qua e là  in giro per l’italia non attuativi, e quindi non si può parlare di una conseguenza delle politiche di mitigazione. Con l’inerzia termica le conseguenze non sono immediate, non si possono vedere subito: quando ci sarà un crollo dell’attività  solare allora verificheremo se la temperatura si abbasserà è solo allora capiremo se prevarrà l’inquinamento o avranno la meglio le forze naturali. Infatti il calore accumulato dai mari in questi anni verrà rilasciato solo tra diverso tempo. I mari infatti stanno sedimentando calore, e se l’attività solare diminuirà ma le temperature non si abbasseranno sapremo che l’effetto sarà dovuto al surriscaldamento dei mari, dovuto a sua volta alle scellerate politiche dell’uomo.

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