SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Addio scuola Curzi, la giunta Piunti vende la storia». Roberto Giobbi: tra accuse e ricordi. I pensieri del segretario del circolo Pd Guido Ianni sulla dismissione del plesso scolastico.

 

Giobbi dice la sua. «Vorrei dire la mia sulla vendita della storica scuola elementare di Via Golgi, quella che poi sarebbe diventata la Media Curzi. Un edificio costruito alla fine degli anni 50 sede da sempre di una scuola pubblica».

 

Tanti anni fa. «Per anni  è stato il posto dove tanti figli di operai, artigiani, contadini, impiegati e professionisti (erano pochi allora) hanno iniziato quel percorso che li ha portati quasi sempre ad avere un futuro migliore dei propri genitori. Lì, il primo ottobre del 1963 insieme a tanti altri bambini della mia stessa età, iniziai il mio percorso di studi.

 

Una storia di 60 anni. «Un pezzo di storia di San Benedetto non legata alla pesca non legato al calcio, ma altrettanto importante che tra poco scomparirà. Un edificio usato per più di 60 anni come luogo per formare nuove generazioni; luogo di insegnamento, ma anche di gioco, di nascità di amicizie durature e anche di amori tra adolescienti, che sarà venduto per trovare il denaro che dicono servirà per riqualificare un altro tratto di lungomare».

 

La Curzi venduta ai privati. «Un milione e mezzo di euro che non sarà sufficiente per terminare tutta la riqualificazione del litorale ma sicuramente farà sparire la storia della scuola elementare di Via Golgi e della media Curzi.

 

Le piccole cose del centrodestra. «A chi nei giorni scorsi ricordava che loro hanno eriditato solo problemi ed esultava per aver investito 6mila euro per sistemare una ringhiera sulla Statale, vorrei ricordare che questa amministrazione ha ricevuto dalla precedente a guida PD una città con tante opere realizzate e tanti lavori finanziati nonostante abbia governato nei 5 anni in cui la crisi si è fatta più sentire. Si è saputo in particolare rivalorizzare da subito l’edificio del Tribunale dismesso dal ministero della Giustizia e trasformarlo nella sede della nuova scuola Curzi».

 

Una perdita per la comunità. «Grazie a quell’opera l’amministraziuone attuale ha ricevuto in eredità un edificio pubblico che poteva anzi doveva essere messo al servizio dei cittadini del quartiere.

 

In tanti hanno firmato per salvare questo pezzo di storia e cultura della San Benedetto post bellica che nel periodo del boom economico si espandeva a sud dell’albula e costruiva case per i tanti nuovi Sambenedettesi e scuole per i loro figli. Nonostante questa richiesta e diversamente da situazioni simili hanno voluto fare cassa ed invece che mettere a disposizione della comunità questo spazio di possibile aggregazione tra giovani e meno giovani hanno scelto la via più semplice: vendere».

 

Carenza di idee. «Servivano idee e tanto caraggio per far sì che quell’edificio diventasse un fiore all’occhiello della città dal punto di vista aggregativo, serviva un confronto con gli abitanti, con i comitati di quartiere, con tutte le forze di opposizione. Si è invece preferito venderlo ad un privato per costruire appartamenti che in gran parte diventeranno probabilmente seconde case per poche persone facoltose e non si è tenuto conto della mancanza cronica di parcheggi e verde che il quartiere denuncia da anni».

 

Cosa avrebbe fatto il sindaco Primo Gregori? «Vendere o dare dare ai privati come per la riqualificazione e la gestione della piscina Primo Gregori. Il sindaco Primo Gregori sicuramente non avrebbe venduto l’ex scuola Media Curzi».

 

Il Movimento 5 Stelle acquiescente con la giunta Piunti. «Chiudo chiedendo ai pentastellati locali, quelli che attualmente a Roma governano questo Paese e dicono che vogliono riportare il controllo di Autostrade, di Alitalia e di tante altre attività strategiche sotto il controllo pubblico, quelli che ha livello regionale urlano perchè temono che la sanità diventi sempre più privata, cosa pensano della vendità della scuola Curzi».

 

Cenere e carbone per l’amministrazione comunale. «Babbo Natale non ha portato un bel regalo al nostro quartiere, speriamo che la Befana rimedi a questo errore e porti tanto carbone a chi ha voluto questo».

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2 comments on “«Addio scuola Curzi, Piunti vende la storia». Giobbi: tra accuse e ricordi
  1. Avatar Flaag ha detto:

    Uno dei problemi insormontabili nel l a attuazione di buon prg è la mancanza di denaro per acquisire le aree capita servizi individuate….qui addirittura si vendono aree già a c squisitezza.. e i servizi pubblici di zona quando li acquisiranno…e la Sovrintendenza che blocca interventi su edifici di 50 anni di vita…dorme questa v ollta?

  2. Avatar Vesperini Mariano ha detto:

    Questo pezzo di storia, i suoi soldi, serviranno per demolire il BALLARIN, un altro pezzo di Storia. POI? rimarrà tutto in balia del bilancio..UNICA NOTA positiva ?? i capannoni del Carnevale e il CARNEVALE hanno finito di esistere.. COMPIACENTI A TUTTO QUESTO?? IL PD, la Giunta Piunti, ma soprattutto il Vice Sindaco ASSENTI.. Questo è il NUOVO CHE EMERGE, CHE AVANZA.

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