ROMA – La Corte dei Conti a sezioni riunite ha stabilito che la natura di una partecipata dipende direttamente dalla maggioranza delle sue quote.

 

Le toghe di Viale Mazzini sono tornate a dire la propria su un tema che genera domande e confronti tra pubblic privato in tutta la penisola.

 

Con delibera 11/2019, i magistrati contabili sanciscono che «possono essere qualificate come società a controllo pubblico quelle in cui una o più amministrazioni dispongono della maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria, oppure di voti o rapporti contrattuali sufficienti a configurare un’influenza dominante».

 

In particolare, a San Benedetto dev’essere risolta la questione sul controllo pubblico tra Comune e PicenAmbiente.

 

A dicembre, l’ente pubblico si esprimeva in direzione del controllo. La partecipata ha però impugnato la delibera consiliare al Tar, ritenendo che le quote pubbliche non abbiano mai esercitato un’effettivo “comportamento concludente” e quindi un’influenza dominante in ambito gestionale.

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