SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Flai e Cgil di Ascoli Piceno organizzano un sit in di protesta a Centobuchi, per le  «mancate retribuzioni e mancata applicazione del Contratto» di fronte l’Azienda Agricola Vagnarelli di Centobuchi.

 

Scrive la Cgil: «Si terrà nella giornata di oggi Lunedì 29, dalle ore 18.00 in poi, di fronte al capannone dell’Azienda Agricola Vagnarelli, presso Viale Alcide De Gasperi a Centobuchi, un sit-in organizzato dalla Flai Cgil Ascoli Piceno per rappresentare la situazione difficile in cui i braccianti dell’Azienda si trovano. Da tempo l’Azienda Agricola in questione ci è nota per le mancate retribuzioni ai braccianti, per le retribuzioni contrattualmente non corrette che applica, e per le condizioni di lavoro non sicure che i braccianti sono costretti a subire.

 

Dichiara Daniele Lanni, della FLAI CGIL AP: “Saremo in sit-in, insieme ad alcuni braccianti, dipendenti ed ex-dipendenti dell’Azienda,  per chiedere che si proceda subito alla regolare retribuzione. Ma non solo, conosciamo le situazioni che imperversano ormai da tempo in questa azienda e abbiamo provveduto a segnalarle alle forze dell’ordine perché si faccia chiarezza.”

 

Continua Lanni, Segretario Generale della Flai Cgil Ascoli Piceno: “La legge 199 del 2016, che come Flai Cgil abbiamo contribuito a far approvare, contro lo sfruttamento sul lavoro in agricoltura, è molto chiara: la giusta retribuzione di questi lavoratori e lavoratrici è quella prevista dal Contratto Provinciale dell’Agricoltura, che sigliamo insieme agli altri sindacati e le associazioni datoriali. Non è possibile e non è accettabile pagare i lavoratori 4 euro all’ora, o meno. Le storie che ci raccontano i lavoratori di questa azienda, costretti in condizione di enorme difficoltà economica, sono incredibili e decisamente lontane delle condizioni minime che i lavoratori meritano”.

 

Conclude il sindacalista della FLAI CGIL: “La Flai Cgil è in prima linea in tutto il territorio nazionale e anche provinciale per denunciare situazioni di questo tipo, che non sono degne di un Paese civile».

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