SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «La strada turistica del Paese Alto versa nel degrado», sbotta Antonio Domizi, residente in via Forte la strada che dalla Statale 16 conduce al vecchio incasato.

 

L’appello di Domizi: «Invito gli amministratori di San Benedetto a venire a vedere in quali condizioni è ridotta la strada, un tempo resa preziosa dall’acciottolato».

 

«Ebbene, nel tratto iniziale – l’affondo del residente – non ci sono più mattoncini, ma vistose pezze di asfalto. Lungo la salita ci sono buche senza blocchetti o rattoppi con il catrame. Decine di sampietrini divelti sono accantonati sul tracciato, negli angoli o a fianco alle case. Quando piove a dirotto vengono trascinati verso il basso dall’acqua, creando pericolo per guidatori  e pedoni. Almeno si provveda a mettere in sicurezza i mattoncini».

 

Domizi ricorda di avere sollevato il problema l’8 marzo 2018 durante l’assemblea pubblica nel salone della parrocchia San Benedetto Martire, alla presenza degli assessori Andrea Assenti e Andrea Traini. «Sono passati otto mesi dall’assemblea, ma non ci sono stati segnali – tuona l’uomo – da parte del Comune. E pensare che via Forte è il biglietto da visita del Paese Alto.

I turisti salgono da questa strada per andare a visitare le bellezze storico architettoniche di San Benedetto, a cominciare dalla Torre dei Gualteri che sovrasta la città. E sulla sommità della salita c’è la sede della Curia vescovile. Non c’è rispetto».

 

Domizi riferisce infine di avere messo involontariamente un piede dentro a una buca. «E’ stato un miracolo se non mi sono rotto niente. Per fortuna solo molto dolore per qualche giorno. Ma non si può sempre sperare di essere fortunati».

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