SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Il Pronto soccorso di San Benedetto scoppia perché è a corto di personale», Benito Rossi dell’Ugl della provincia di Ascoli Piceno incalza il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli.

 

«Il Pronto soccorso di San Benedetto – dice Rossi – ha sempre mostrato lungimiranza sul modo di affrontare le urgenze/emergenze sin dagli anni ’70. Una esperienza costruita sul campo, poi migliorata attraverso percorsi formativi, dove il comparto ha sempre assunto iniziative in ogni ambito. Un pronto soccorso ubicato sulla costa, di facile accesso, perché collocato sulla strada SS 16, ha sempre fornito risposte efficaci, a volte oltre le capacità umane».

 

Le note stonate. «Oggi purtroppo le condizioni lavorative di infermieri, Oss e medici, sono notevolmente peggiorate, a causa di protocolli operativi non più consoni rispetto le dotazioni organiche. Il sistema non funziona. Chi ha teorizzato il sistema deve assolutamente fare molti passi indietro rispetto i protocolli sperimentati. Di contro per mantenere il sistema teorizzato occorre che la Regione investa in personale e struttura operativa, maggiormente idonea. I protocolli così strutturati non garantiscono utenti ed operatori».

 

Insiste il sindacalista dell’Ugl provinciale: «Nessun fatto personale, come maldestramente ci viene riferito, ma una triste realtà con la quale fare i conti. Un Pronto soccorso forse secondo ad Ancona, con questo numero di accessi, non può essere gestito con questo numero di personale. Il Pronto soccorso rappresenta l’avamposto della struttura ospedaliera è non può essere posto in discussione, anzi, necessita di rinforzi. Se così non sarà non esiteremo a rivolgerci alle autorita competenti. Il Pronto soccorso non si tocca. Oltre un certo numero di accessi questo sistema organizzativo salta».

 

Due medici per ogni turno. «Questo deve far  bene chi è deputato in direzione Area vasta 5 a garantire la minima presenza di due medici per ogni turno in Pronto soccorso. Quesro sistema prevederebbe tre medici in servizio in Pronto soccorso, due infemieri in triage, un infermiere ed un Oss in osservazione temporanea, rispetto l’attuale dotazione organica. Il personale va motivato affinché continui a far parte del team del Pronto soccorso. Il personale del Pronto soccorso ha sempre reagito per fornire all’utenza la massima professionalità, ma la Regione e l’Area vasta 5 si facciano carico delle responsabilità assunte – conclude Rossi – e facciano la loro parte».

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