SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il consigliere di FI Bruno Gabrielli definitivamente lontano dalla maggioranza Piunti. Sabato 21 luglio non avrà il problema di come votare nel Consiglio comunale, perché non prenderà parte al consesso civico, sarà fuori citttà. «Se sabato avessi partecipato, non avrei votato il bilancio – assicura – perché non l’ho mai votato e non c’è nulla che mi convinca che ci siano stati miglioramenti nella giunta Piunti».

 

Dunque, sono compromessi i tentativi riavvicinamento al sindaco. «Con Piunti – dice ancora – non si sono fatti passi avanti, ma io ho mantenuto sempre  la posizione critica. Non ho ravvisato il cambio di passo che l’amministrazione di centrodestra deve avere. Il mio atteggiamento, con tutto il rispetto che porto nei confronti della maggioranza, continua ad essere critico».

 

«Se l’amministrazione mette in campo inziative positive – insiste – io le appoggio. Non ragiono con schemi di appartenenza, infatti non mi sento in maggioranza né in minoranza. Mi sento con Bruno Gabrielli: ho maturato questo mio modo di essere, politicamente parlando. Mi sento sambendettese, faccio gli interessui della città, non di una parte politica. Sono libero, non ho vincoli. Ancora stento a vedere programmi urbanistici di lungo respiro, dove ci possa essere terreno di confronto. Lascio che l’amministrazione possa lavorare nel miglior modo possibile, ma se le cose non vanno le devo evidenziare».

 

Gabrielli  è tra i sette ex assessori alla cultura che hanno firmato l’appello per decidere in un confronto pubblico la location della prua della Geneviève (LEGGI QUI). L’azzurro è l’unico esponente di centrodestra. Un’operazione per mettere in difficoltà Piunti? «E’ solo  una richiesta – chiarisce Gabrielli –  di ex assessori alla cultura, per un confronto. Tra questi, Gino Troli ha esperesso parere positivo alla Cracking Art: ciò dovrebbe togliere i dubbi sul fatto che possa essere un’operazione contro. Il sindaco dovrebbe apprezzare questa iniziativa e darle il valore che merita: non capita tutti i giorni che ex assessori di diversa estrazione politica chiedano il dialogo con il primo cittadino».

 

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