SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Quali privilegi? Persi il lavoro per sevire l’Italia. Ora che sono arrivato all’età di 69 anni mi tolgono mille euro dall’indennità mensile: è una vera ingiustizia, una scure indiscriminata». Il taglio dei vitalizi ha fatto infuriare Gianluigi Scaltritti, deputato di Forza Italia per 10 anni, dal 1996 al 2006. Per seguire l’attività parlamentare lasciò la sua azienda manifatturiera in mano ad altri. Ma senza l’occhio attento del titolare la ditta sprofondò in una crisi irreversibile, fino alla chiusura. Nel perido di attività politica ha maturato un vitalizio di 2mila e 800 euro, con i tagli scenderà a mille e 800 euro. «Invece di premiare coloro che si sono impegnati per il Paese, i nuovi govenanti li puniscono», tuona l’ex parlamentare. E intanto si è rivolto all’avvocato Maurizio Paniz per preparare il ricorso contro la riforma sui vitalizi.

 

Per Scaltritti, il taglio dei vitalizi in certi casi toglie ai poveri per dare ai ricchi. E porta due esempi: «Ai politici di professione come Massimo D’Alema la riforma aumenta l’importo a oltre 10mila euro al mese (circa 400 euro in più), l’assegno di Gianfranco Fini rimane a circa 10mila euro al mese: l’ho letto sulla stampa nazionale. Io sono stato al servizio degli italiani per 10 anni, ho messo tutto l’impegno al punto da chiudere l’azienda manifatturiera. Al termine del mandato ho maturato 2mila e 800 euro. Con il taglio dei vitalizi mi tolgono mille euro, davvero ingiusta la legge voluta dal governo in carica, perché danneggia chi non ha e premia chi ha, almeno nel mio caso. Mettiamoci pure che non va a tagliare ai senatori: cosa c’è da gioire? E’ un contentino per chi ha sete di giustizia in maniera deviata».

 

«Nel 1996 – ricorda Scaltritti – Non avevo bisogno dei soldi della politica perché avevo un’attività che andava benissimo e mi consentiva un ottimo tenore di vita: prendevo 10milioni di lire al mese. Per evitare l’equivoco della commistione tra  politica e interessi mi dimisi da amministatore della ditta di cui ero proprietario e nominai un sostituto. Sono convinto che chi va a a governare deve essere garantito economicamente dallo Stato non solo per quello che perde in soldi, ma anche per evitare di cadere nel ricatto e nella corruzione».

 

Non ha peli sulla lingua l’ex parlamentare sambenedettese: «Hanno preso un migliaio di ex deputati e li “ghigliottinano” come nella Rivoluzionre Francese. Ma dentro ci sono casi umani e gente che lo ha fatto con convinzione ed onestà. Ora mi devo sentire come un ladro, e sulla soglia dei 70 anni mi tolgono un reddito che per me è importante. Ho programmato la mia vita sapendo di contare su quel reddito. All’improvvisio, quando non hai più l’età  e la forza per reagire ti tagliano i fondi: e questa sarebbe giustizia? Non viene riconosciuto un servizio che hai fatto all’Italia. Io sono entrato con quelle regole e quella legge e non ho rubato. La mia storia è alla luce del sole non ho nulla di cui vergognarmi».

 

Ha difficoltà economiche? «Io – spiega – sono sempre stato “formichina”, ho risparmiato e ho un piccolo patrimonio di famiglia, per cui vivo decentemente. Ma ora mi si vuole condannare per questo? Oggi sono tutti contenti della “farsa” dei tagli ai vitalizi, si sta facendo un linciaggio mediatico. Non tira una buona aria in Italia».

 

Scaltritti si è rivolto all’avvocato ed ex parlamentare di FI, Maurizio Paniz, per ricorrere contro il taglio dei vitalizi. La prossima settimana sarà  a Roma, nell’uffico del legale, per preparare la causa.

 

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One comment on “«A 69 anni mi tolgono 1000 euro», Scaltritti ricorre contro il taglio dei vitalizi
  1. Avatar Vittorio Bollettini ha detto:

    Vergognoso!! Prende il vitalizio da quando ha 57 anni e ci parla pure??? Prende un vitalizio non coperto completamente da contributi versati e ci parla pure??? Roba da matti!!!

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