SAN BENEDETTO DEL TRONTO – All’orizzonte un appuntamento importante per il PD e il suo futuro: il rinnovo della segreteria regionale, il 2 dicembre. Da più parti si avverte l’esigenza di un cambiamento totale, di un riavvicinamento alla gente e ai problemi reali del Paese e dei territori. Due domande al capogruppo del PD nella Regione Marche, Fabio Urbinati.

 

Alle prossime elezioni della segreteria scenderà in campo?
«In tanti mi tirano per la giacchetta per la segreteria regionale, ma io sono drastico. Mi candido solo se si procede con il rinnovamento del partito. In particolare penso a due condizioni: l’abolizione totale del sistema delle tessere, e l’apertura alle civiche. Un ritorno al popolo del PD che lo ha reso il grande partito che era prima della batosta elettorale del 4 marzo».

 

E ci sono queste condizioni?
«Si ci sono, anche se è prematuro parlarne: io sono a disposizione ma tutti conoscono ormai le condizioni che pongo. È un dato di fatto che i soggetti interessati al bene comune trovano spazi e modi di interazione al di fuori della politica, e che il territorio è sfiduciato. Questo mette in crisi la sovranità territoriale del partito e il vetusto sistema del tesseramento che risale al secolo scorso. Anche le votazioni per le elezioni delle strutture amministrative andrebbe rinnovata: mi sembra assurdo che ancora oggi votino i tesserati e solo dopo il popolo delle primarie, che a mio avviso dovrebbe essere sovrano».

 

Il congresso del PD prossimo venturo si apre quindi con una forte spinta al rinnovamento. Si terranno il 2 dicembre le primarie del Partito democratico per eleggere il nuovo segretario regionale delle Marche. Lo ha deciso  la direzione regionale del partito che si è svolta nella Casa del Popolo alla Palombella di Ancona. Le candidature dovranno essere presentate entro il 5 novembre mentre il 15 dicembre si terrà l’assemblea regionale del Pd. A votare saranno prima gli iscritti al partito, senza alcun obbligo economico, e poi coloro che si presenteranno alle primarie devolvendo 2 euro per la votazione.

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