SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tre ospedali nel Piceno. Non è una boutade: è la risoluzione del Pd approvata dai sindaci dell’Area vasta 5: l’ospedale di primo livello al confine tra Spinetoli e Colli del Tronto e due ospedali di base ad Ascoli e San Benedetto.

 

«Ospedale unico, uno e trino, ma forse arriverà anche “quatrino”. Intanto il Madonna del Soccorso a breve sarà coperto da un cappotto termico e centinaia di migliaia di euro si continueranno a spendere per ristrutturazioni di reparti e servizi». Non manca la stoccata caustica di Benito Rossi dell’associazione Orgoglio Civico

 

«Oramai abbiamo capito che – continua Rossi – sino alle prossime elezioni regionali questo sarà il livello della discussione: parlare di edilizia sanitaria per non affrontare i problemi reali della sanità provinciale. Aumentare il numero degli ospedali, pur di non scontentare l’elettorato».

 

«Capiamo che gli esiti elettorali di Sardegna e Abruzzo fanno tremare questa classe politica, ma il rischio è fare più danni di quelli già fatti per il Sud Marche. Abbiamo sempre sostenuto e continueremo a sostenere che due ospedali ci sono ed occorre solo migliorarli nella qualità, facendoli funzionare meglio».

 

«L’argomento ospedale uno e trino possiede solo il sapore di distogliere l’attenzione dai reali problemi dell’Asur 5. Una classe politica regionale sempre più convinta a cedere pezzi di sanità pubblica attraverso il meccanismo degli appalti verso il privato».

 

«La sanità, a nostro parere, non può essere sostituita da apparati privati – insiste Rossi – in maniera così semplice ed in ciò ci conforta la circolare numero 3, emanata in data 12 febbraio 2019, dall’ispettorato del lavoro nazionale, introdotta con il cosiddetto decreto dignità (Dl 87/18), la quale si riferisce alle modalità di assegnazione dei servizi. Occorre pertanto mettere in campo uno scatto di dignità, da parte delle forze di opposizione politiche e civiche, destinato a fornire valide alternative programmatiche – conclude Rossi – rispetto a quanto sin qui condotto da questa classe politica, deludente e irrispettosa dei bisogni dei cittadini».

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