SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Tempi biblici per le prenotazioni di Tac, Risonanze magnetiche e visite specialistiche. Un sistema di prenotazione vergognoso e da terzo mondo». Inizia così una lettera infuocata, indirizzata al presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, al direttore dell’Area vasta 5 Cesare Milani e al sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti. Una lettera firmata da Elio Core, presidente dell’Associazione Punto Aiuto Cittadino.

 

Attese di un anno. «Non è assolutamente tollerabile e civile che i pazienti debbano attendere oltre un anno per detti esami. Pazienti affetti peraltro da patologie severe che rischiano la salute per colpa di un sistema sanitario regionale assolutamente inadeguato, inefficiente e retrivo, nonostante le diverse riforme operate nel corso degli anni, compreso la sua attuale gestione. Riforme che, anziché agevolare i cittadini, li hanno penalizzati in termini economici e disagi familiari.

 

Molti pazienti, per eseguire un esame, sono costretti persino a recarsi negli ospedali di Pesaro e Senigallia subendo un ulteriore aggravio economico per il trasporto in ambulanza di pazienti non deambulanti per patologie invalidanti».

 

Non tutti hanno la possibilità economica per curarsi. «Vogliamo ricordarle che molti cittadini non hanno la possibilità economica e spesso rinunciano alla prevenzione e agli esami di controllo sia pure per patologie severe. Al contrario, chi ha la possibilità finanziaria ottiene la prestazione a pagamento in tre giorni. Una disparità di trattamento assolutamente non condivisibile. Il diritto alla salute e alle cure sanitarie è un diritto sancito dalla Costituzione Italiana attraverso la quale tutti i cittadini possono e debbono accedervi a prescindere dalle condizioni economiche e sociali».

 

Un sistema organizzativo da terzo mondo. «Dunque da questo contesto negativo e penalizzante, sorge spontanea una domanda e una riflessione. Il sistema sanitario regionale in termini di erogazione di servizi non funziona e penalizza i cittadini, a fronte di tributi versati per avere in cambio una sanità di serie C particolarmente nel sud delle Marche. Un sistema organizzativo da terzo mondo non più rispondente alle attese e alle esigenze dei cittadini».

 

Il problema non è l’ospedale unico. «Ormai da tempo si discute di Ospedale unico e numerose sono le diatribe per la sua ubicazione. Il problema, Presidente, non è l’Ospedale unico ma una diversa organizzazione dei servizi sanitari erogati, una equa distribuzione di essi su tutto il territorio regionale, sulla base delle esigenze dei vari territori abolendo il sistema della centralizzazione della spesa sanitaria».

 

La sanità Marche non funziona. «Dobbiamo prendere atto tutti, che la sanità nelle Marche cosi strutturata non funziona ed è giunto il momento che la stessa torni sul territorio sotto la diretta sorveglianza dello Stato. Ci auguriamo che questa vergognosa organizzazione delle prenotazioni si risolva in tempi celeri e che i cittadini non debbano percorrere a loro spese oltre 150 chilometri per eseguire una Risonanza magnetica o visite specialistiche».

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