Superbonus, c’è finalmente l’accordo: ecco cosa cambierà nel 2024

Finalmente è stato raggiunto l’accordo sul Superbonus, svelando le prospettive di cambiamento significativo previste per il 2024.

Superbonus accordo
Superbonus accordo – adriatico24ore.it

Escluso dall’usuale Decreto Milleproroghe di fine anno, il discusso Superbonus ha affrontato una gestione governativa dedicata. Un accordo sulla nuova regolamentazione del beneficio fiscale è stato raggiunto prima dell’inizio della riunione del Consiglio dei Ministri, che successivamente ha approvato il decreto.

Si tratta di una misura mirata che stabilisce uno stato di avanzamento lavori, determinando un’entità di contributo fiscale al 110% basata sui costi. Per i cantieri avviati in conformità ai termini del “Superbonus 110%”, il credito d’imposta sarà riconosciuto per i lavori completati e certificati entro il 31 dicembre 2023. Per le opere ancora da realizzare, le percentuali stabilite dalla legislazione vigente dal 1° gennaio 2024 rimarranno invariate.

Superbonus: cosa cambierà

Riguardo al Superbonus per i redditi fino a 15mila euro, non è stata concessa una proroga diretta. Ma il Consiglio dei Ministri ha introdotto la possibilità per coloro con un ISEE inferiore a 15mila euro di mantenere effettivamente il beneficio al 110%, grazie al “Fondo povertà” istituito con il passaggio dal 110% al 90% avvenuto nel corso dell’anno. Forza Italia ha mostrato soddisfazione per l’esito, dichiarando che imprese e cittadini, in particolare i più vulnerabili, saranno tutelati. Il vicepremier Antonio Tajani ha sottolineato una trattativa dura ma ha enfatizzato il trionfo del buonsenso.

Superbonus cantieri
Superbonus – adriatico24ore.it

I contribuenti con redditi inferiori a 15mila euro potranno beneficiare di un contributo sulle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 ottobre 2024, secondo il comunicato finale del Consiglio dei Ministri. Questo contributo sarà erogato dall’Agenzia delle Entrate, nei limiti delle risorse disponibili, con criteri e modalità determinati successivamente da un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze entro 60 giorni.

Dal momento dell’entrata in vigore del decreto legge, la cessione del credito d’imposta sarà esclusa per interventi di demolizione e ricostruzione di edifici nelle zone sismiche 1-2-3, compresi nei piani di recupero di patrimoni edilizi o riqualificazione urbana, a condizione che non sia stato richiesto il titolo abilitativo prima della stessa data.

Il governo ha inoltre limitato gli interventi agevolati e i casi di sconto in fattura e cessione del credito per abbattere le barriere architettoniche, con particolare attenzione alla tutela delle persone con disabilità. Sarà necessaria un’apposita asseverazione per garantire il rispetto dei requisiti e sarà richiesta la tracciabilità dei pagamenti tramite bonifico parlante.

Altre novità a riguardo

Per il 2024, il governo coprirà la differenza tra il 70% e il 110% per i lavori non completati entro il 2023. A partire dal 1° gennaio 2024, si passerà al sistema del credito d’imposta al 70% delle spese sostenute, con un ulteriore riduzione al 50% in assenza del doppio salto energetico. Il governo potrà comunque richiedere la restituzione dei benefici a partire dal prossimo anno.

Beneficio fiscale
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Nonostante l’accordo raggiunto, diversi esperti criticano il governo per aver scaricato i costi del Superbonus su imprese edili e famiglie, con risorse statali ritenute insufficienti per il 2024. La questione delle risorse potrebbe causare contenziosi e ritardi nei lavori, mettendo a rischio il successo del programma nel prossimo anno. Le reazioni delle opposizioni, come il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, sono state negative, definendo la gestione del Superbonus come indecorosa e critica.

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