SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il coordinamento ‘No Ospedale Unico Piceno’ affronta un tema importante che riguarda la sanità picena, e in particolare il fatto che l’ospedale unico che il governatore Ceriscioli vuole realizzare, non avrà alcuni importanti reparti e i trasporti in Ancona quindi continueranno: «Questo è intollerabile. L’ennesima richiesta di intervento dell’eliambulanza per un incidente, situazione di emergenza tempodipendente. Questa volta si tratta di uno sportivo che stava praticando kitesurf sulle rive della Sentina, a Porto d’Ascoli. Purtroppo una folata di vento, più forte delle altre lo ha fatto cadere, ed ora è in pericolo di vita perché ha battuto violentemente la testa.

 

Da qui l’immediata richiesta di Icaro, l’elicottero specializzato per questo genere di trasporti. Il problema però sono le cattive condizioni meteorologiche e il mezzo non può volare con un tempo così. Si decide quindi di portarlo in ambulanza a Torrette, per l’ennesimo viaggio della speranza. Viaggi che la scorsa estate hanno visto intervenire l’eliambulanza anche più volte al giorno, in seguito ad incidenti stradali, escursioni o malori vari. La domanda perciò sorge spontanea: non abbiamo la possibilità di poter salvare vite umane, in seguito a questo genere d’incidenti, né all’ospedale di San Benedetto del Tronto, né tanto meno in quello di Ascoli Piceno. Allora, direte voi, bisogna sbrigarsi a realizzare quello nuovo di primo livello a Spinetoli, perché sicuramente sarà completo di tutto quello che serve per far fronte a queste emergenze! Pura utopia, perché, purtroppo non sarà così, perché avremo solo ed unicamente un ospedale che, addirittura, avrà meno reparti specializzati di quelli che già abbiamo nei due nosocomi!

 

Questo perché la Regione, nel perseguire la sua scellerata scelta di voler creare un solo ospedale nel Piceno, non lo ha previsto, mentre in altre province si sta facendo di tutto e di più! Un sistema sanitario con misure completamente diverse, che penalizzerà ancora di più il nostro territorio, già martoriato dall’esperienza del terremoto. Invece di valorizzare i due ospedali esistenti, dotandoli di nuovi e più completi reparti e specializzazioni, queste vengono addirittura tolte cosicché gli incidenti e tutte le patologie tempo-dipendenti, diventano problemi di una inaudita gravità, se non si riesce ad intervenire nel più breve tempo possibile. E tutto questo nell’unica provincia marchigiana con saldo positivo in ambito sanitario, mentre tutte le altre registrano passivi anche molto elevati. Forse anche per questo motivo non si riesce a creare l’azienda sanitaria sud delle Marche, magari perché qualcuno probabilmente ha paura a perdere la famosa ‘gallina dalle uova d’oro’.

 

In Regione si pensa che il continuo martellamento che il governatore adotta nei nostri confronti, ci possa far stancare o desistere dalla nostra battaglia, quella cioè di avere finalmente anche noi una sanità di alto livello su tutto il territorio Piceno. Niente di più sbagliato! I comitati che si sono creati andranno avanti, per ottenere le stesse condizioni che in altre parti si sono già ottenute! Anche e soprattutto per poter dare una speranza a chi, come accaduto per lo sfortunato sportivo alla Sentina, possa essere soccorso in tempo breve e curato nel migliore dei modi, perché avere un reparto di neurotraumatologia a 120 chilometri da qui, è da folli».

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