Storico marchio italiano in crisi, licenziamenti a tappeto: la protesta dei lavoratori

Uno storico marchio italiano della produzione di salumi è in crisi e comunica il suo progetto di ristrutturazione aziendale, il quale comporterà la riduzione di oltre 200 posizioni tra le sedi di Parma e Pomezia. Sindacati e dipendenti esprimono il loro dissenso attraverso proteste.

Storico marchio italiano in crisi
Storico marchio italiano in crisi – adriatico24ore.it

Un rinomato marchio italiano sta affrontando una fase critica che lo ha spinto a dichiarare un considerevole numero di tagli del personale. Questo licenziamento di massa minaccia di colpire numerosi dipendenti con un’età superiore ai 50 anni, una categoria che sperimenta notevoli difficoltà nel trovare nuove opportunità lavorative.

L’azienda in questione è Fiorucci, una storica società specializzata nella produzione di salumi e insaccati. Secondo quanto affermato dai dirigenti del gruppo, questa decisione è stata presa a causa di “drammatiche difficoltà finanziarie“.

Fiorucci: lo storico marchio italiano è in crisi

La società ha reso noto un piano che prevede oltre 220 esuberi nella sede di Parma, con particolare riferimento allo stabilimento di Pomezia Santa Palomba (Roma). Secondo Alessandro Vona, segretario generale della Flai Cgil Roma Sud Pomezia Castelli, si tratta di 226 o 227 lavoratori. Questa scelta rientra in un più ampio piano di ristrutturazione aziendale, che include la riduzione delle produzioni e l’esternalizzazione di alcuni processi. Nell’annunciare ufficialmente l’avvio della procedura di licenziamento collettivo il 27 novembre, Fiorucci ha dichiarato che “le informazioni necessarie saranno fornite durante il confronto che sarà avviato”.

Fiorucci
Fiorucci – adriatico24ore.it

L’obiettivo dichiarato del gruppo è quello di garantire la permanenza della produzione in Italia, la continuità aziendale e una crescita del fatturato superiore al 20% nei prossimi sei anni. Questo piano di rinascita segue l’acquisizione del 100% della società da parte di due fondi esteri, Navigator Group e White Park Capital, pochi mesi fa. In precedenza, l’azienda era passata da una multinazionale straniera all’altra.

Lo stabilimento di Pomezia conta circa 400 dipendenti. Se non verrà trovata una soluzione condivisa entro 75 giorni, la metà di loro rischia la disoccupazione. L’azienda si è impegnata a risolvere tutte le posizioni entro marzo 2024, ma il tempo stringe.

Il piano elaborato dal consiglio di amministrazione di Fiorucci, approvato dai nuovi investitori, prevede azioni volte alla crescita sia sul mercato italiano che su quello internazionale, con particolare attenzione a Paesi chiave come Germania, Austria, Francia e Regno Unito. L’amministratore delegato Claudio Rustioni ha dichiarato: “Grazie ai nuovi finanziamenti, l’azienda ora è priva di debiti e dispone di liquidità sufficiente per garantire continuità operativa e pagamenti“.

La reazione dei sindacati

Già il 23 novembre si è tenuto un incontro tra Fiorucci, le segreterie nazionali e territoriali di Fai, Flai, Uila e le RSU degli stabilimenti di Pomezia e Parma. Durante la riunione, l’azienda ha presentato il proprio piano per invertire una tendenza negativa che perdura da oltre un decennio. Inizierà un tavolo di lavoro con i sindacati con l’obiettivo di ridurre, “nel limite del possibile e coerentemente alla situazione di mercato”, l’impatto sociale della riorganizzazione.

Azienda Fiorucci
Azienda Fiorucci – adriatico24ore.it

D’altra parte, i sindacati si sono opposti con forza al piano aziendale, annunciando l’apertura immediata dello stato di agitazione sindacale nello stabilimento di Pomezia e convocando assemblee con i lavoratori per decidere le azioni di protesta da intraprendere. I lavoratori hanno anche bloccato l’accesso allo stabilimento. L’intenzione dei sindacati è quella di portare la questione all’attenzione del governo per evitare un ulteriore dramma sociale.

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