SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Il turismo estivo è stato al di sotto delle previsioni». Alquanto negativa l’analisi della stagione turistico-balneare di Sandro Assenti, presidente di Confesercenti interprovinciale Ascoli-Fermo. «Dopo avere sentito gli operatori delle vacanze, si è delineato un calo nei flussi intorno al 10% rispetto al 2016. Ma dobbiamo tenere conto che fino al 2016 il trend era in ascesa e con il terremoto si è arrestato. Se consideriamo lo stop del trend positivo possiamo in teoria parlare di un meno 18%».

 

Assenti esamina i fattori che hanno determinato la crisi. «Quest’anno – dice – abbiamo perso una buona percentuale di stranieri, i quali hanno preferito le mete medio orientali e il nordafrica poiché si è abbassata la paura dell’Isis ed è aumentata l’attrattività della costa dell’ex Jugoslavia. Il cartellone culturale delle manifestazioni estive del Comune è stato privo di eventi che possano caratterizzare la Riviera: più che altro è stato un cartellone copia e incolla del 2017.

San Benedetto è stata premiata per la spiaggia dei bambini, ma manca un parco giochi sul tipo Gardaland per fare divertire i più piccoli. La città ha un bel  lungomare nord, il pennello, il Giardino Nuttate de Lune, ma non è che i bambini possono stare sempre lì. Il nostro turismo è assodato che sia per le famiglie, ma le famiglie sono quelle che risentono di più la crisi economica e non abbiamo un turismo low cost».

 

Assenti spiega che il buon andamento delle festività pasquali ha indotto gli operatori a fare previsioni ottimistiche, che però sono andate deluse. Giugno è stato un mese mediamente negativo,  a luglio c’erano alberghi con le camere libere, come pure sono rimasti sfitti molti appartamenti.  «Fino a luglio – chiarisce Assenti – è stato un turismo da weekend, perché i feriali sono risultati sottotono. Ad agosto abbiamo avuto il pienone, ma non si può contare su una stagione che dura 30-40 giorni, dal momento che  gli imprenditori investono per sei mesi  e il ritorno è concentrato in un periodo ristretto».

 

Il presidente Confesercenti dal suo osservatorio ha contato nuove aperture di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande «ma a questa offerta degli esercenti non c’è sufficiente risposta nella domanda. Insomma, questi locali in estate vanno bene, ma negli altri mesi rischiano di essere vuoti per mancanza di clienti. Come ho già detto, i flussi in Riviera sono eccessivamente focalizzati su 30-40 giorni».

 

Assenti chiama infine in causa la Regione Marche che dovrebbe fare da coordinatrice delle località con appeal turistico e promuovere i territori fuori dall’Italia «perché all’estero le Marche non sono conosciute».

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