SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il comitato di quartiere Porto d’Ascoli Centro propone la sua idea di passaggio ciclopedonale. A presentare il primo schema di progetto è Gino Micozzi, vicepresidente di direttivo. Secondo l’architetto, il passaggio dovrebbe restare in via Mare, e non essere spostato al parco Ristori.

 

Dichiara Micozzi: «L’idea è quella “radicale” di rifare quasi completamente il sottopasso, eliminando il setto centrale, che è stato la causa di tanti incidenti anche mortali. Con un nuovo sottopasso, mantenendo la stessa larghezza complessiva della strada carrabile si potrebbe spostare, verso l’esterno, alcune decine di centimetri gli appoggi dei nuovi setti, così da consentire di avere dei passaggi ciclopedonali più ampi nelle due direzioni».

 

Non solo. «Si potrebbe approfittare, in concomitanza della costruzione di questo nuovo sottopasso, la realizzazione di un ponte ciclopedonale che superi in sicurezza via del Mare collegando la pista ciclabile che proviene da viale dello Sport con quella di via del Cacciatore-Riserva Sentina». In sostanza, da viale dello Sport si aprirebbe un ponte a sbalzo verso sud e parallelo al tracciato ferroviario, che sbucherebbe su via Mare. Arrivati al lato sud di quest’ultima strada, il percorso si avviterebbe su sè stesso, scendendo e girando verso est, in via Mare e via del Cacciatore.

 

Ovviamente, si rendono necessari diversi accertamenti. Innanzitutto la possibilità di costruire a pochi metri dalla ferrovia. Ma se si vedono passaggi come il lungomare fra Grottammare e Cupra Marittima, molto vicini ai binari, le speranze vengono rinfocolate. Poi, si dovrebbe capire come non danneggiare le abitazioni vicine al sottopasso di via Mare. Sotto questo aspetto, Micozzi assicura adeguati accorgimenti tecnici.

 

Infine, è da vedere il costo. Il progetto del comitato verrebbe a costare di più di quello comunale, che prevede il sottopasso al parco Ristori. Ed è questo il motivo che pone il comitato in trepidante attesa. Parliamo del responso dell’Agenzia delle Entrate sul contributo straordinario che Areamare deve corrispondere all’ente “in cambio” della variante. E’ probabile che la quantità di denaro sia sottostimata. In tal caso, al Comune andrebbero ben più di 900mila euro.

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