SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Basta, si sta superando il limite. Sono sempre stato favorevole alla nascita di comitati spontanei, ma io d’ora in poi staró molto attento a chi professerà il procurato allarme».

 

A parlare è Fabio Urbinati, che da una parte ha San Benedetto, i natali, la missione elettorale, mentre dall’altra Ancona, la Regione, le ragioni di partito. Il consigliere regionale sambenedettese si trova nella difficile posizione di dover mediare la posizione delle Marche con le pressanti istanze locali. In ultimo, il comitato civico “Salviamo il Madonna del Soccorso”, che domani si presenterà alla cittadinanza in Comune.

 

Alla vigilia della prima uscita allo scoperto del dottor Baiocchi, dei consiglieri Falco, Curzi e De Vecchis,e dell’ex assessore Canducci, Urbinati lancia il suo monito.

 

«Non si puó assolutamente dire che una struttura sanitaria si stia smantellando e che stia chiudendo quando non è assolutamente vero. Quindi io sarò molto attento a quello che si dirà nei prossimi giorni.

 

Ho chiesto ufficialmente un incontro con i comitati di quartiere che avrò giovedì prossimo 11 aprile, e lì sarà un momento per fare chiarezza. I cittadini stiano tranquilli: non c’è nessuna chiusura dell’ospedale di San Benedetto. Chi afferma questo fa procurato allarme».

 

Non un fine settimana infiorettato da buoni auspici. Piuttosto venato di una sfumatura vagamente minacciosa.

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