SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Oggi in comune si è svolta un incontro dei Quartieri al fine di presentare l’opinione della gente della riviera raccolta dai presidenti e dare il polso della preoccupazione della gente.

Dice Alfredo Isopi: «Vogliamo portare a conoscenza il nostro pensiero rispetto alla sanità e al tema ospedale unico: abbiamo fatto riunioni su riunioni con politici e un’assemblea a San Pio  X . Sta prendendo piede la convinzione che la sanità Picena ha bisogno di più ospedali, anche Ceriscioli è in linea con le nostra valutazione.

L’ideale sarebbe avere due ospedali: uno primo livello sulla costa e uno di base a Ascoli Piceno; la maggior parte dei presidenti è in linea con me.
L’aspetto emerso dai colloqui con la gente è la preoccupazione, i politici fanno passare il tempo  e nel frattempo l’ospedale Madonna del soccorso si deteriora, vedi il Pronto soccorso. Rispetto realtà come il nord abbiamo un trattamento peggiore, in più siamo una città turistica quindi è importante che l’ospedale funzioni».
Aggiunge Gino Micozzi: «Facciamo delle osservazioni. Innanzi tutto i 17 sindaci che hanno votato il 2 agosto rappresentano il 37% della popolazione, gli  altri sette il58%.
Parliamo poi del sito scelto: si tratta di due lotti privati in cui in mezzo passa il fosso Morrice, esondato negli anni precedenti, quindi l’area ha problemi di rischio idrogeologico, occorre progettare abbassando i rischi con costi di manutenzione e progettazione. Poi le dimensioni: i 20 ettari del comune di Spinetoli  e i 17 del comune di Colli. Se lo confrontiamo con altri complessi nelle marche, il rapporto posto letto/superficie è dimensionato del doppio.
Rispetto al resto della Regione, c’è stato un tentativo di ridurre i costi, e con il Decreto n.70 del 2015 sono stati definiti gli standard nazionali. Secondo tre categorie: di base, di primo livello e di secondo livello, a seconda del bacino di utenza.
Nessuna città nelle Marche ha adottato ospedali unici provinciali, rimessi in discussione dalla riapertura del Santa Croce di Fano. Poi Pergola, e rimangano aperti anche Civitanova, Camerino e San Severino. Nell’Area 4 addirittura Fermo aggiunge il nuovo ospedale di Amandola, e avrà due nuovi ospedali interamente finanziati.
Nell’Area vasta 5 ci viene proposto di declassare a ospedale di comunità per fare un ospedale Unico a Spinetoli. Gli unici ad avere un ospedale unico siamo noi. Ma è Ascoli la quarta città delle Marche e l’unica provincia a non averne uno in tutta Italia».
I presidenti dei quartieri sono compatti sui dati esaminati e dichiarano di indicare l’avio-superficie nel Tronto a Centobuchi come area vicino al sito  preferenziale  sulla costa che potrebbe anche garantire rapporti con enti di ricerca. E poi i costi: 20o milioni di euro a Spinetoli, a San Benedetto del tronto l’adeguamento e la riqualificazione del Mazzoni più il nuovo ospedale costerebbe meno.
«Il quesito politico – cocnclude Micozzi – resta se Ascoli accetterebbe: per Castelli è certo meglio dell’ospedale di base. Faremo un atto ufficiale al comune».

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