SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ospedale: ammiccamenti tra destra e sinistra. Dopo l’avanzata del Partito Socialista marchigiano sulla sanità, anche il sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli ha sposato l’idea dell’accordo di confine. Il PSI prende la palla al balzo. «Siamo contenti che Castelli si sia avvicinato alle nostre idee» dichiara Umberto Pasquali, segretario comunale di partito: «adesso ci aspettiamo che anche Pasqualino Piunti vada nella stessa direzione».

 

C’è da capire se Ascoli solo cercando di prendere le redini della situazione al posto di San Benedetto del Tronto. Da alcuni giorni, il sindaco Piunti ha deciso di prendere il toro per le corna e guidare i comuni dell’ATS21 verso un ribaltamento del voto estivo. Il 2 agosto, la conferenza dei sindaci sceglieva Pagliare come luogo per il nuovo ospedale. Il nuovo incontro è previsto per l’11 febbraio: in quell’occasione, Piunti cercherà di far passare il criterio di voto ponderato per lo scrutinio consultivo.

 

La strana coppia, invece, è di poche ore fa: «La cosa ci va a genio» prosegue Pasquali, «perché può portare ad un accordo di tutti i sindaci del Piceno. La strada è semplice: prima si approva il piano, e poi facciamo l’accordo con Teramo. E’ Ancona che deve approvare il piano socio-sanitario, e ora da quell’area politica regionale ci aspettiamo una convergenza». Insomma, il capoluogo di provincia sta cercando di sviluppare una sinergia con il centrodestra di Palazzo Leopardi perché si vada oltre l’algoritmo di Ceriscioli.

 

Infine, Pasquali chiama in causa Piunti: «Ci auguriamo che l’idea venga presa in considerazione da Pasqualino Piunti. Adesso che Castelli si è aggregato, il sindaco di San Benedetto prenda esempio e sposi anche lui la posizione del Partito Socialista».

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