SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Continua il percorso di verifica di Orgoglio Civico sulle politiche sanitarie che la Regione ha imbastito per il sud Marche ed in particolare per l’ospedale Madonna del Soccorso.

 

 

«Lo scopo dei comunicati tramite i giornali – spiega Benito Rossi di Orgoglio Civico – è contribuire a fare chiarezza, anche ai sindaci, i quali per primi dovrebbero battere i pugni presso la Regione Marche. La legge concede ai sindaci di verificare ed eventualmente opporsi, formalmente e/o pubblicamente, a politiche sanitarie che non soddisfino in pieno le esigenze dei cittadini, diversamente risulterebbe in linea con l’ente regionale. Non può passare inosservata l’emergenza posti letto per acuti per anziani. Gli anziani, per primi, pagano sulla loro pelle il forte disagio di migrare da una barella all’altra, oppure in posti letto diversi ( appoggiati in altri reparti non competenti, es. ortopedia, chirurgia, o altri reparti non competenti) dai posti letto per acuti, assegnati alla geriatria o medicina di San Benedetto».

 

 

 

«Anche qui, come in pediatria, qualcosa non torna – continua Rossi – . La legge assegna il 3,7 per mille abitanti di posti letto per acuti, per formare un numero di posti letto al servizio dei circa 220mila abitanti. I posti letto per acuti che ne derivano dal calcolo, sono distribuiti tra sanità pubblica e sanità privata (ospedale Mazzoni, ospedale Madonna del Soccorso, cliniche private). Visto che sia al Mazzoni che al Madonna del Soccorso il termometro dei Pronto soccorso fa registrare una importante carenza di posti letto per acuti, a scapito delle persone anziane, ci chiediamo se non vada rivista al più presto la ridistribuzione dei posti letto con un necessario aumento di posti letto per acuti nella sanità pubblica.

 

 

Inutile ricordare che chi decide è sempre la Regione. Ma oltre a noi, anche i sindaci possono opporsi, anzi dovrebbero per primi. Nell’Azienda Marche Nord, Fano e Pesaro, sono a disposizione circa 20 posti letto per lungodegenti e circa 22 posti per acuti (totale 42 circa ) con un numero di circa 10 medici. Nel Fermano hanno a disposizione circa 42 posti letto per la Medicina (non hanno per ora la Geriatria) con circa 14 medici in servizio, ma non ci stupirebbe se l’INRCA si trasferisse a Fermo nel prossimo futuro. Al Mazzoni la Medicina gestisce circa 56 posti letto con circa 9 medici (7 + 2 infettivologhe). La medicina di San Benedetto gestisce circa 32 posti con 7 medici mentre la Geriatria di San Benedetto gestisce circa 38 posti letto di cui 18 lungodegenti e 20 per acuti, con 4 medici più il primario».

 

 

«Nel Piceno ci sono due cliniche private che gestiscono in convenzione pubblica posti letto dei quali non disponiamo del numero ma che, certamente, rientrano nel totale assegnato rispetto il 3.7 per mille, rispetto i circa 220 mila abitanti – aggiunge ancora Rossi -. La disfunzione e il disagio, nostro parere, si crea nel momento in cui si appoggiano pazienti anziani in altri reparti rispetto la destinazione della geriatria o della medicina, quando i pazienti attendono in barella prima che si liberino posti letto (ma quando si liberano?) oppure quando occorre trasferire pazienti, nei posti messi a disposizione dalle cliniche, dopo che il paziente ha eseguito tutto l’iter diagnostico in regime di pubblica assistenza. In questo frangente i Pronto soccorso implodono con pazienti in attesa presso l’osservazione temporanea e nelle sale del Pronto soccorso».

 

 

«A nostro parere occorre mettere mano con urgenza per sanare la disfunzione e il disagio, assumendo più medici e personale del comparto, e mettendo a disposizione maggiori posti letto per acuti al servizio pubblico – conclude Rossi -. Oltretutto, grazie alla molteplice struttura organizzativa dirigenziale in dotazione all’Asur 5, capire perché i molti accessi di persone anziane nei Pronto soccorso e soprattutto analizzare la qualità assistenziale erogata sul territorio alle persone anziane. Dall’analisi i nodi vengono al pettine, salvo diversa indicazione programmatica politica sanitaria».

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