SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La diffida sulla sanità e la salute dei cittadini al governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, è nelle mani del sindaco Pasqualino Piunti. Poco dopo le ore 12 si è svolta una riunione nella sala giunta del Municipio in cui è stato dibattuto il documento, consegnato al sindaco dai consiglieri di minoranza Rosaria Falco (Gruppo Misto), Flavia Mandrelli (Articolo Uno), Giorgio De Vecchis (Ripartiamo da Zero) e Antimo Di Francesco (Pd).

 

Vediamo il testo della diffida che verrà inviata per conoscenza anche al ministero della Salute.

 

“Oggetto: diffida alla Amministrazione della Regione Marche

 

-per il ripristino dei servizi sanitari nell’Ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto;

-per l’abbandono della politica sperequativa nella distribuzione di servizi, personale e risorse tra l’Area Vasta 5 e le altre Aree Vaste della Regione Marche;

-per la cessazione degli atti dispositivi relativi alla distrazione di risorse e personale nell’ambito dell’AV5 dall’ospedale di San Benedetto del Tronto a quello di Ascoli Piceno;

-per l’osservanza delle leggi sulla trasparenza degli atti amministrativi, in particolare la riattivazione del sistema SDO vision;

-per l’osservanza degli artt. 32 e 3 Cost., della L. n. 833/1978, del D.L. n. 158/2012, del D.M. n. 70/2015, e conseguentemente;

-per l’abbandono del percorso verso il c.d. ospedale unico del Piceno nel sito di Pagliare, e contro la conversione delle strutture ospedaliere di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto in Presidi Territoriali o Ospedali di Base;

per l’attribuzione al territorio piceno, in base alla popolazione del bacino tecnico di utenza, di due nosocomi, di cui uno di primo livello situato in prossimità della costa, nel territorio di San Benedetto del Tronto o nella zona limitrofa;

 

PRIVAZIONE DI SERVIZI

 

Il Comune di San Benedetto del Tronto (AP), e per esso l’Amministrazione Comunale in persona del Sindaco pro-tempore Piunti Pasqualino e della Giunta Comunale, espone quanto segue:

 

PREMESSO

 

-che gravi difficoltà e carenze affliggono da almeno un decennio e con sempre maggiore incidenza, l’Ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto, a detrimento sia dei pazienti che degli operatori sanitari, data l’annosa mancanza di diversi primari, per ovviare alla quale non sono mai stati banditi i necessari concorsi;

 

-che nonostante la carenza di organico, un cui drammatico segno è la difficoltà per il Pronto Soccorso nel poter garantire le ferie estive al personale sanitario, e nonostante la diminuzione dei posti letto e la progressiva obsolescenza dei macchinari, il nostro ospedale, pur, come vedremo, registrando un consistente calo del DRG (dal 2005 al 2015 -27,09%) riesce comunque a mantenere un alto indice di produttività, come dimostrato dai dati riportati nell’allegata delibera del consiglio comunale di San Benedetto del Tronto, votata all’unanimità, n. 44 del 18.06.2019, a far parte integrante della presente diffida;

 

-che al momento si assiste all’esistenza formale di reparti la cui operatività, in realtà, è menomata a causa della carenza nella dotazione di attrezzature diagnostiche, il più delle volte insufficienti o obsolete, di personale infermieristico e dell’assenza di primari, in sostituzione di quelli trasferitisi o collocati in pensione;

 

-che alcuni servizi nel corso degli anni sono stati soppressi, per mancata sostituzione del personale sanitario, come avvenuto per il servizio di Emodinamica, di seguito meglio illustrato;

 

-che inoltre manca il primario ortopedico da più di sei anni e il reparto viene gestito da un medico facente funzioni: né al momento risulta la pubblicazione di alcun bando, così come per la Chirurgia;

 

-che il reparto di oculistica che sino al 2000 operava con una propria equipe, ora è senza primario ed effettua solo interventi con l’equipe di Ascoli, che viene saltuariamente presso il nosocomio di San Benedetto;

 

-lo stesso accade per il reparto ORL che effettua visite ambulatoriali, per poi inviare i pazienti da operare al Mazzoni;

 

-che da circa un anno, con il pensionamento del Primario, il reparto Pediatria viene gestito da un medico facente funzione; ed anche il reparto Neurologia si trova ora senza primario per il recente pensionamento del medico, mentre l’unico bando che risulta essere stato pubblicato è quello per la sostituzione del primario di Oncologia collocato in pensione;

 

-che per quanto riguarda la situazione della Cardiologia, la stessa viene esaminata successivamente, mentre, relativamente al personale infermieristico, viene più di seguito, a titolo esemplificativo, illustrata la situazione del reparto Pediatria;

 

-spicca inoltre per insufficienza di personale il servizio di Pronto Soccorso, che dispone di 13 medici più il Primario, dovendo far fronte sia alle urgenze e all’OBI che alla Murg, pur avendo un numero di accessi annui che si avvicina a 40.000, ponendo l’ospedale di San Benedetto al sesto posto nella Regione Marche tra gli ospedali di primo livello;

 

-relativamente alle dotazioni di apparecchi e attrezzature si fa notare che l’ospedale di San Benedetto dispone in radiologia di una Tac vecchia di 12 anni, di una Risonanza obsoleta in grado di effettuare il contrasto, anch’essa vecchia di almeno 12 anni, e di una Rmn molto più piccola con la quale non è possibile effettuare esami con il contrasto; da pochissimo è presente una nuova Tac al PS ma in grado di effettuare un limitato tipo di esami;

 

-l’ospedale di Ascoli invece dispone di due RMN, entrambe in grado di effettuare esami con il contrasto ed entrambe acquistate di recente, pur ricevendo l’ospedale di San Benedetto un numero di richieste non inferiore a quello di Ascoli;

 

Si aggiunga inoltre che

 

-dal punto di vista della lamentata sperequazione interna all’AV5 ci si riporta a titolo esemplificativo ai dati evidenziati nell’allegata mozione, sottolineando in particolare:

 

Che la Cardiologia e l’Emodinamica si trovano nell’ospedale di Ascoli, ma erano funzionanti al Madonna del Soccorso prima della loro apertura al Mazzoni: il dottor Benedetto Labanti non è mai stato sostituito, quale emodinamista al Madonna del Soccorso, dopo il suo pensionamento nel 2014;

 

Che la Programmazione di Area Vasta del 2018 recita che “attività prevalente per l’Ospedale di San Benedetto del Tronto: (è) l’Emergenza” (pag. 3 PAV), mentre per l’Ospedale di Ascoli Piceno, è la “Specialistica elettiva”, costituita da attività non rientranti nell’emergenza urgenza;

 

Che la Cardiologia, unitamente all’Emodinamica, fa necessariamente parte del dipartimento di emergenza urgenza (pag. 4 PAV), ma ciononostante San Benedetto ne è priva, al contrario di Ascoli Piceno, in contrasto con quanto disposto nella Programmazione di Area Vasta 2018;

 

Che pur esistendo un servizio UTIC lo stesso non può garantire, a causa dell’assenza dell’emodinamica, il trattamento di tutti i casi di ischemia acuta del miocardio, molti dei quali vengono trasferiti con l’ambulanza presso il Mazzoni di Ascoli. Questo in spregio a quanto previsto dalla normativa, relativamente alla frequenza delle patologie: infatti tale tipo di ischemia risulta di gran lunga più frequente nel bacino di San Benedetto del Tronto rispetto a quello di Ascoli Piceno. Nonostante queste carenze nell’UTIC di San Benedetto si effettuano dei ricoveri con DGR previsti dal Ministero della Sanità nell’ambito delle ischemie cardiovascolari;il Madonna del Soccorso ha registrato per questi servizi, tra il gennaio 2018 ed il maggio 2019, un totale di 819 ricoveri, cui occorre aggiungere 151 installazioni di pace maker. Dunque, in 17 mesi, sono stati effettuati 970 ricoveri con soli tre posti letto di UTIC, per un valore complessivo in DRG di 3.280.000,00 euro;

 

Di questi, oltre 260 ricoveri risultano avere DRG considerati dalle linee guida del Ministero della Sanità come obbligatoriamente trattati in UTIC.

 

Ospedale Madonna del Soccorso è inserito, a mente del DGR n. 1695/2018, All. 1, nella “Rete Telematica per la Gestione delle Sindromi Coronariche Acute della Regione Marche”, quale punto di lettura dei tracciati ECG;

 

Tale servizio deve essere svolto necessariamente dalle UTIC situate sul territorio, ossia dagli Hub primari dotati di emodinamica, e dai centri Spoke, caratterizzati dai Pronto Soccorso e dalle relative UTIC, ove poter dirottare i pazienti, provenienti dal territorio, che presentino un quadro clinico tale da non richiedere l’immediato trattamento interventistico emodinamico ma per cui sussista, in ogni caso, la necessità di un approfondimento diagnostico e di un periodo di osservazione o di un trattamento terapeutico specifico. Ne consegue che anche i centri Spoke debbano essere in grado di poter ricevere e leggere i tracciati per un primo approccio diagnostico al caso clinico in arrivo dal territorio 24 ore su 24;
Per tali motivi e per la delicatezza di tale servizio, la periodica minaccia di chiusura o depotenziamento o riduzioni orarie, come lo spostamento ad Ascoli di molti pazienti anche ove non necessario, destano un giustificato e grave allarme per la tutela e la salute dei cittadini, profilandosi come in interruzione di pubblico servizio assolutamente non prospettabile;
Molto particolare appare la situazione del reparto Pediatria in quanto i dati dimostrano con assoluta chiarezza che, nonostante nel triennio 2016-2018 vi siano stati a San Benedetto rispettivamente n. 749, 802, 821 parti (numero comunque in calo rispetto al passato [nel 2010 vi furono 988 parti] a causa della situazione appresso descritta), mentre ad Ascoli nello stesso triennio rispettivamente 668, 585, 558, il numero di infermieri ed incubatrici in dotazione al Mazzoni (6+2 incubatrici con 5 infermieri per turno) è nettamente superiore a quello del Madonna del Soccorso (2 incubatrici con 2 infermieri per turno). Oltre a questo, con il pretesto di una Neonatologia individuata dalla Regione al Mazzoni, molti neonati vengono trasferiti “d’imperio” per decisione del primario di Pediatria di Ascoli, dal nostro ospedale al Mazzoni, per una semplice osservazione in incubatrice, incrementando in tal modo artificiosamente i numeri della pediatria ascolana, a discapito del nostro nosocomio.

 

Infatti a norma del D.M. n. 70/2015, (c.d. Balduzzi), nell’ambito della rete ospedaliera, è stato articolato il dimensionamento delle diverse discipline in dipendenza del bacino di utenza;

 

Il bacino di utenza della singola disciplina è stato calcolato sulla base a) delle patologie normalmente trattate; b) della frequenza delle patologie nella popolazione; c) del numero minimo di casi necessari a motivare la presenza di un reparto ospedaliero;

 

Dai dati riportati nella mozione è agevole constatare che, nonostante il minor numero di posti letto e di personale (anche di primari) l’ospedale di San Benedetto ha un’attività superiore a quello di Ascoli Piceno, con riferimento ai reparti previsti in un ospedale di primo livello;

 

Da documenti ufficiali richiesti alla direzione dell’AV5 risulta ad oggi che i posti letto complessivi per acuti nei due nosocomi assommano a 444, nonostante la DGR 2/2018 affermi che i p.l. per acuti dell’AV5 siano 673, e che la DGR 908/2015 assegni alle tre cliniche private del territorio 190 p.l. e quindi 483 p.l. per acuti ai due ospedali dell’AV5.

 

Dunque non si comprende il motivo per cui risultino mancanti 39 p.l., mentre nei documenti ricevuti a seguito di accesso agli atti viene affermato che i posti letto attivi dell’AV5 sarebbero 49 in meno rispetto a quelli autorizzati, aggiungendo che tali p.l. sarebbero quelli coinvolti (ossia “sospesi”) nelle ristrutturazioni dell’Ospedale di San Benedetto del Tronto, da tempo concluse, e che ad oggi risultano solo 201 posti letto attivi per il Madonna del Soccorso.

 

Se quindi ad Ascoli sono attivi 243 posti letto, e a San Benedetto sono attivi 201 posti letto, appare evidente che mancano all’appello nel nostro ospedale 39 posti letto per arrivare al numero totale attribuito all’AV5 di 483 posti letto per acuti.

 

Si consideri anche che

 

È dovere precipuo del governo regionale competente garantire ai cittadini un Ospedale “Madonna del Soccorso” efficiente e capace di rispondere alle esigenze ed alle emergenze sanitarie del proprio bacino di utenza, riportando dotazioni e servizi e personale, medico e infermieristico, di un ospedale di primo livello, sostanzialmente come era il nostro nosocomio nel 1998, come previsto dalla legge e come semplificato nel prospetto riportato a pag. 4 della mozione allegata.

 

I dati esposti in via esemplificativa nell’allegato dimostrano che si è progressivamente attuato uno spostamento dei primari, delle attrezzature (vedi incubatrici) e del personale verso l’Ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno, che ciononostante effettua un numero di prestazioni in costante calo, a discapito dell’efficienza nell’offerta dei servizi richiesti dall’utenza dell’ospedale di San Benedetto del Tronto;

 

Tutto questo in un contesto generale in cui l’intera AV5, compreso quindi il Mazzoni, da molti anni riceve dall’Ente regionale un trattamento sperequato e discriminante rispetto al resto della Regione, come dimostrano innumerevoli delibere, dichiarazioni ed atti ufficiali, che ci riserviamo di produrre nelle sedi opportune, nonostante possa vantare una rilevante mobilità attiva, sia dal vicino Abruzzo che per merito dei flussi turistici.

 

Tale dato fa della nostra Area Vasta l’unica in attivo nella Regione, ma i relativi proventi, con tutta evidenza, non vengono investiti per il potenziamento della sanità nella zona picena.

 

Per concludere, passando alla valutazione dello stato di efficienza del Madonna del Soccorso, se è vero che, come risulta dal raffronto dei dati numerici dei ricoveri del nostro ospedale con quello di Ascoli, il primo ha tutto sommato risultati ancora buoni, va fatta una doverosa e fondamentale precisazione: non sono i numeri dei ricoveri e degli interventi chirurgici a indicare e determinare il livello dell’attività e delle prestazioni di un ospedale, ma il DRG o ROD, ossia il Raggruppamento Omogeneo di Diagnosi: tale sistema, dal 2005 al 2015, come già evidenziato, è sceso del -27,09%, dopodiché il sito regionale (denominato SDO vision) che pubblicizzava tali dati è stato inspiegabilmente oscurato, con grave pregiudizio dei cittadini e lesione delle norme sulla trasparenza degli atti amministrativi.

 

Il DRG è un sistema che permette di classificare tutti i pazienti dimessi da un ospedale che sono stati ricoverati in regime ordinario o di day Hospital, in gruppi omogenei, a seconda dell’assorbimento di risorse impegnate: indica insomma il valore economico delle prestazioni effettuate, per quantificare la remunerazione per ogni singolo ricovero e controllare la spesa sanitaria da sostenere.

 

Dunque per verificare il livello tecnologico di una struttura ospedaliera occorre avere riguardo in primo luogo al DRG: a DRG alto corrispondono alte professionalità e specializzazioni ed elevato livello tecnologico, propri di un ospedale di primo livello quale era in passato il Madonna del Soccorso, il DRG basso invece è indicativo di basso livello tecnologico e scarsa specializzazione, normalmente riscontrabili in un struttura ospedaliera di base.

 

Il calo del DRG indica in modo chiaro il disinvestimento effettuato ai danni del nostro ospedale, concretizzatosi nella perdita dei livelli di assistenza, nella trasformazione e ridimensionamento dei reparti, nella perdita dei percorsi organizzativi interni, nel posizionamento dei primari a cavallo tra i due ospedali (pratica abbandonata a livello nazionale in quanto rivelatasi non efficiente), nell’abolizione della continuità assistenziale sul territorio e nella perdita di professionisti di valore.

 

Inoltre, i dati risultanti dagli atti della Regione dimostrano in modo incontrovertibile che dal 2013 ad oggi il numero dei posti letto per acuti presso le cliniche private sono stati aumentati, mentre i posti letto ospedalieri dei due nosocomi sono diminuiti, nonostante il numero complessivo dei posti letto, per l’AV5, sia stato incrementato. Basti confrontare a titolo esemplificativo la DGR 735/2013 con la DGR 2/2018: si è passati da 642 posti letto complessivi a 673; ma i posti letto ospedalieri sono passati da 513 a 444 in quanto i posti aggiuntivi sono stati attribuiti alle cliniche private e a noi ne mancano 39.

 

OSPEDALE UNICO PAGLIARE

 

– Gli standard quantitativi dell’offerta ospedaliera, espressi da una fedele applicazione del Decreto Ministeriale 2 aprile 2015 n. 70, scevra da condizionamenti politici, riconoscono all’Area Vasta 5 la localizzazione di due presidi ospedalieri, uno sulla costa ed uno ad Ascoli Piceno anche a servizio della zona montana, trattandosi di due ben differenziati bacini di utenza, che non possono essere forzatamente e grossolanamente inglobati in un’unica struttura posizionata a metà strada tra la costa ed Ascoli Piceno, in contrasto con le prescrizioni di legge, senza considerare i costi diretti e riflessi di tale insensata operazione immobiliare.

 

Nell’ipotesi prospettata nella bozza di Piano Sanitario Regionale, sulla realizzazione di un nuovo nosocomio di primo livello, come ampiamente avvalorato da tutti i dati oggettivi e le esemplificazioni fornite nella mozione, la collocazione di una nuova struttura, in caso di dismissione dell’attività ospedaliera negli immobili ove insiste oggi il Madonna del Soccorso, dovrebbe rispettare i criteri dettati dal Decreto Balduzzi con riguardo al bacino di utenza, ai fattori di rischio presenti ed all’afflusso turistico, e quindi dovrà essere localizzata sul territorio di San Benedetto del Tronto o nelle immediate vicinanze, appurato che la legge non fa alcun riferimento, relativamente alla collocazione, né a criteri né a confini politici, e che la legge stessa ha riguardo alla presenza delle maggiori vie di comunicazione, ai fattori di rischio, alla densità abitativa, all’afflusso turistico e alla popolazione della zona costiera e dell’immediato entroterra, servite dal nostro ospedale.

 

RISPETTO DEL CRITERIO DI ECONOMICITA’

 

– Relativamente alla prospettata realizzazione del presidio ospedaliero di Pagliare mediante project financing, ed all’impegno di spesa pubblica preventivato dalle Istituzioni regionali, come da progetto presentato ai sindaci del Piceno il 1.8.2018, il nosocomio dovrebbe avere in dotazione 503 posti letto (di cui 487 per acuti), a servizio dell’intero bacino, ed un costo di 200 milioni di euro, ripartiti in 120 milioni provenienti dai privati realizzatori del project financing e 80 milioni disponibili ed elargiti dalla Regione Marche, come da dichiarazione del Presidente della Regione del 21.9.2018; ma ad oggi non è stato presentato ai Sindaci, chiamati ad esprimersi più volte sulla scelta della localizzazione, ancora alcun progetto. Pertanto non si comprende su quali elementi i Sindaci avrebbero dovuto basare la loro scelta. Per ulteriori dettagli sulla convenienza economica del project financing e similari per la realizzazione di una struttura ospedaliera, si rinvia all’allegato B della mozione consiliare.

 

TUTTO QUANTO SOPRA PREMESSO E CONSIDERATO

 

SI DIFFIDANO:

 

il governatore della Regione Marche Luca Ceriscioli,
i membri della Giunta regionale,
i consiglieri regionali,
il Direttore Generale dell’ASUR Marche Alessandro Marini,
il Direttore Generale dell’AV5 Cesare Milani,

 

affinché per tutte le motivazioni sopra argomentate,

 

-si astengano dal porre in essere, proporre, mettere ai voti e deliberare atti e determine ulteriormente pregiudizievoli per l’operatività e l’efficienza del nosocomio Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto, privandolo del personale e delle attrezzature e in generale di tutte le dotazioni necessarie, con grave danno per la sicurezza ed il diritto alle cure ottimali in favore di tutti gli utenti che ricorrono ai servizi di tale ospedale;

 

-si attivino, in considerazione delle carenze sopra dettagliatamente elencate, per porre fine ad una illecita sperequazione, iniquità e disomogeneità nella distribuzione delle risorse all’interno della Regione e della stessa AV5, ripristinando e/o sostituendo e/o formando il personale infermieristico, medico e amministrativo di cui negli anni il Madonna del Soccorso è stato progressivamente privato e di cui gli operatori avvertono giornalmente la carenza, non riuscendo a fornire in tempi idonei le necessarie risposte e i richiesti servizi di cura se non con particolare difficoltà;

 

-a ripristinare immediatamente i 39 posti letto pubblici ospedalieri per acuti asseritamente tolti per permettere i lavori di ristrutturazione del nostro nosocomio;

 

-che si ponga fine, mediante precise disposizioni impartite alla Direzione sanitaria dell’AV5 con relativi stanziamenti di spesa, alla pratica ormai frequente di destinare i primari contemporaneamente ad entrambi i nosocomi, pratica ormai abbandonata in ambito nazionale in quanto foriera di disservizi ed inefficienze, oltre che alla pratica di trasferire arbitrariamente pazienti, partorienti e neonati in altre strutture ospedaliere, ed in particolare al Mazzoni di Ascoli, se non in casi di assoluta, urgente e comprovata necessità dei pazienti stessi;

 

-si assumano tutti i provvedimenti, anche in termini di investimenti, necessari affinché le dotazioni in attrezzature e personale nel reparto di Pediatria del Madonna del Soccorso siano quantomeno equivalenti a quelle del Mazzoni di Ascoli;

 

– a tal fine, che tutte le Autorità diffidate si attivino affinché i deliberandi atti emessi dalla Regione e dalla Direzione Sanitaria vadano nel senso di equiparare proporzionalmente gli investimenti attribuiti all’AV5, da sempre penalizzata, ed al nostro ospedale, con quelli destinati alle altre Aree Vaste, anche relativamente all’ammodernamento delle attrezzature diagnostiche, e in particolare RMN, ecografi ed incubatrici, di cui si avverte forte carenza, anche in considerazione dell’elevata mobilità attiva vantata dal nostro ospedale;

 

SI DIFFIDANO INOLTRE LE AUTORITA’ CITATE

 

-affinché si astengano dal perseguire mediante atti ufficiali gli indirizzi espressi più volte, nel senso della creazione di un ospedale unico, o nuovo, decentrato rispetto al bacino tecnico di utenza, in particolare il più volte citato ospedale di Pagliare, intenzioni desumibili anche dalla documentazione reperita in merito agli esperiti carotaggi in tale zona nel periodo antecedente al voto della conferenza dei Sindaci del 25 febbraio 2019, conferenza dalla quale le dichiarazioni ufficiali del Governatore facevano dipendere la decisione sulla scelta della localizzazione del nuovo nosocomio;

 

-affinché si receda dal progetto, finora non formalizzato, di ricorrere ad un project financing privato, comunque denominato, per il finanziamento di tale opera pubblica sita a Pagliare, e invece si deliberi e si inserisca nel Piano Sanitario regionale la determinazione di un nuovo ospedale di primo livello in prossimità della costa, a San Benedetto o nella zona limitrofa, utilizzando esclusivamente i fondi dichiaratamente disponibili senza ricorrere ad alcuna forma di finanziamento privato;

 

-affinché la Regione, in ossequio alle leggi sulla trasparenza degli atti amministrativi e dei diritti di informazione degli utenti dei servizi pubblici, riattivi nel più breve tempo possibile i mezzi di diffusione di tutte le informazioni, le delibere, i dati complessivi relativi alla sanità nella Regione Marche, e in particolare riattivi il sistema SDO vision nel più breve tempo possibile;

 

avvisando le spettabili Autorità diffidate che, a seguito della mancata osservanza delle legittime richieste avanzate con la presente, ogni atto dispositivo, attuato, avallato o deliberato da ciascuna di Esse, verrà impugnato e/o denunciato di fronte a tutte le Autorità Giudiziarie competenti, sia per la portata concretamente o potenzialmente pregiudizievole di tali atti, sia per i danni che si dovessero verificare alle persone a seguito degli stessi.

 

Si allega delibera n. del Comune di San Benedetto del Tronto del 18.06.2019 con relativi allegati A) e B)”.

 

I consiglieri di minoranza, dunque, chiedono che la diffida venga firmata dal sindaco Pasqualino Piunti e dalla giunta comunale.

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