Sale nel tè: l’argomento mette contro inglesi e americani

La proposta di aggiungere il sale nel tè fa infuriare gli inglesi. Come è nata la polemica contro gli americani?

Aggiungere il sale al thè
Aggiungere il sale al thè – Adriatico24ore.it

La recente controversia scatenata dalla proposta della dottoressa Michelle Francl, professore di chimica al Bryn Mawr College in Pennsylvania, ha gettato nuova luce sul mondo del tè e sulla sua preparazione. Il tè, una bevanda venerata per secoli in tutto il mondo e diventata un’icona della cultura britannica, è al centro di un dibattito acceso tra tradizione e innovazione. Secondo la dottoressa Francl, l’aggiunta di una minima quantità di sale al tè può contrastare l’amarezza spesso associata a questa bevanda, bloccando i recettori responsabili di tale sapore una volta che l’acqua raggiunge il punto di ebollizione. Questa teoria, sebbene radicata in antichi manoscritti cinesi risalenti all’ottavo secolo, ha suscitato reazioni contrastanti tra gli appassionati di tè, soprattutto tra gli inglesi che vedono nel loro tè pomeridiano un rituale sacro e intoccabile.

Sale nel tè, la vicenda

Il tè, con la sua storia ricca di tradizioni e rituali, è una bevanda che va ben oltre il semplice atto di bere una tazza fumante. È un momento di relax, di convivialità, di riflessione. L’idea di apportare modifiche a questa bevanda così amata e radicata nella cultura britannica ha scatenato un acceso dibattito su cosa significhi veramente preparare la “tazza di tè perfetta“.

Oltre al controverso suggerimento del sale, la dottoressa Francl ha condiviso nel suo libro “Steeped: The Chemistry of Tea” una serie di altre raccomandazioni per preparare il tè ideale. Tra questi consigli, c’è l’evitare di scaldare il tè nel microonde e il preferire le foglie sfuse rispetto alle bustine. Questi dettagli, apparentemente insignificanti per alcuni, hanno alimentato una vivace discussione sulle migliori pratiche per preparare e gustare questa bevanda millenaria.

Tazza di tè
Tazza di tè

 

Le reazioni alla proposta della dottoressa Francl non si sono limitate ai confini del Regno Unito. Anche negli Stati Uniti, dove il tè ha guadagnato popolarità nel corso degli anni, ci sono state opinioni contrastanti sulla questione. Mentre alcuni hanno accolto con interesse l’idea di esplorare nuovi modi di preparare il tè, altri hanno respinto fermamente l’idea di apportare modifiche a una tradizione così consolidata.

La reazione inglese

L’intervento dell’ambasciata americana nel Regno Unito, che ha preso le distanze dalla proposta della dottoressa Francl definendola “oltraggiosa”, ha aggiunto un’altra dimensione al dibattito. Questo intervento ha sollevato interrogativi su come le tradizioni culturali vengano interpretate e rispettate in contesti diversi, mettendo in luce le complesse dinamiche culturali e sociali legate al consumo di tè.

In conclusione, la proposta della dottoressa Francl ha suscitato una discussione vivace e appassionata sull’arte e la scienza della preparazione del tè. Mentre alcuni abbracciano l’innovazione e la sperimentazione, altri restano fedeli alle tradizioni radicate nel tempo. In mezzo a questo dibattito, una cosa è certa: il tè continuerà a essere una bevanda che unisce e divide, che stimola la mente e riscalda il cuore, con il suo fascino intramontabile e la sua ricca storia da condividere e celebrare.

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