SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Chiesa parrocchiale di San Giuseppe torna agli antichi fasti e viene riaperta al culto dopo circa seicento giorni dalla sua chiusura a causa delle lesioni provocate dal sisma del 30 ottobre 2016. Il 7 novembre la chiesa venne chiusa e transennata e soltanto nel pomeriggio di sabato 30 giugno i fedeli potranno rientrare al suo interno. I lavori sono stati svolti dalla ditta Sife di Ascoli e sono costati 40.000 euro per la messa in sicurezza, oltre ad altri 30.000 che serviranno agli ulteriori lavori di ripristino interno ed esterno (lucidatura portone di ingresso, pavimento e banchi, pulitura e verniciatura degli esterni, copertura degli interventi effettuati) che saranno a carico della Parrocchia di San Giuseppe e che termineranno nel prossimo mese di settembre.

 

La festa per la riapertura della Chiesa parrocchiale di San Giuseppe si svolgerà Sabato 30 giugno, inizierà alle ore 17.30 e si svolgerà in Piazza Matteotti, suddivisa in due parti, con nel mezzo la processione della statua del Santo e la concelebrazione della Santa Messa insieme al Vescovo S.E. Carlo Bresciani. Al termine il Parroco Padre Valerio Valeri presenterà il video sulla storia della Chiesa di San Benedetto, realizzato dai ricercatori Giuseppe Merlini e Stefano Novelli.

 

Dopo le ore 20 riprenderà lo spettacolo che terminerà a tarda serata. Protagonisti saranno dei gruppi musicali dell’Accademia Lizard, l’Associazione Ribalta Picena che porterà in scena una recita di poesie in vernacolo, l’Istituto Musicale “Vivaldi” con un’esibizione dei ragazzi della classe di canto, coordinati dal Professor Leonardo Ciabattoni e l’Associazione Danza e Fitness “Libellula” di Camilla Ferraiolo, Nelle giornate di venerdì 29, sabato 30 giugno e domenica 1° luglio, in via Laberinto si terrà una pesca di beneficenza, il cui biglietto costerà 2,50 euro. L’organizzazione è curata dalla Parrocchia di San Giuseppe, insieme al Comitato di Quartiere Albula Centro e il patrocinio del Comune di San Benedetto e della Regione Marche. Hanno collaborato l’Accademia di Musica Lizard, l’Istituto Musicale Vivaldi, l’Associazione Libellula, la Ribalta Picena e gli storici Giuseppe Merlini e Stefano Novelli. Un ringraziamento particolare per la collaborazione nell’allestimento del programma va all’associazione “Amici di Via Laberinto”.

 

Progettata ad unica navata, la costruzione della Chiesa di San Giuseppe inizia nel 1870 dopo le molteplici insistenze di Don Benedetto Spaletra, il quale desiderava l’erezione di una chiesa in sostituzione di un piccolo oratorio dedicato al Santo. Ma nel 1873 la Chiesa era ancora in costruzione. Si ritiene sia stata ultimata alcuni anni dopo. Il sogno di Don Benedetto Spaletra, di innalzare nel vivace “Mandracchio” un oratorio da dedicare al glorioso patriarca S. Giuseppe, finalmente si realizzava; gli ci vollero più di vent’anni di forti insistenze sia nei confronti del Vescovo ripano che della magistratura locale al fine di raccogliere offerte e fondi per la chiesa.

 

Dal 1898 al 1908 nella chiesa di S. Giuseppe venne traslata la venerata immagine della Madonna della Marina in seguito alla demolizione della prima chiesa dedicata alla Madonna cara ai sambenedettesi. La chiesa di S. Giuseppe, è neoclassica a pianta rettangolare con paramento murario ed elementi decorativi (paraste, cornici e mensole) in laterizio, ha un Portale d’ingresso con timpano e fregi in pietra, è stata elevata a Parrocchia il 21 aprile del 1926 e primo parroco venne nominato il sambenedettese don Cesare Palestini. Dal 1958 la chiesa è affidata ai Padri Sacramentini. La facciata, semplice e interamente in mattoni ma non priva di una certa eleganza, è sulla piazza Giacomo Matteotti (già Piazza XXVIII Ottobre durante il ventennio, ad evocare la marcia su Roma). Le case, di proprietà di marinai, demolite per potervi elevare questo nuovo fabbricato, avevano gli ingressi sulla via del Labirinto (così detta per l’intreccio di tre stradine dove era difficile orientarsi, per via dei fabbricati l’uno ammassato agli altri), nel cuore del “Mandracchio”.

 

Nel 1964 la chiesa è stata restaurata e degnamente decorata dal pittore romano Michelangelo Bedini. All’interno sono custodite le immagini della “Madonna del Rosario” di Andrea Tavernier (1858 – 1932), di una seicentesca “Fuga in Egitto” di anonimo e della “Sacra Famiglia” del pittore sambenedettese Armando Marchegiani (1902 – 1987). Le vetrate policrome sono state realizzate nel 1988 (anno nel quale è stata nuovamente restaurata) su disegno dell’artista locale Marcello Sgattoni.

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