MONTEPRANDONE – Abbiamo incontrato l’avvocato Orlando Ruggieri, papabile candidato sindaco di Monteprandone alle prossime elezioni amministrative che dovrebbero svolgersi il 26 maggio 2019.

Avvocato Ruggieri, intende candidarsi a sindaco?
«Io intendo candidarmi, il partito ancora non ha iniziato le discussioni, la mia disponibilità è in campo, consideri che si tratterà di una lista civica, non di partito, con il contributo del partito che auspico, ma con soggetti della società civile, compreso chi in campo nazionale non si ritrova nel Pd: immagino una larga intesa dalla sinistra al Pd, fino ai 5 Stelle e alla destra. Intendo dialogare con tutti su Monteprandone, che penso debba tornare a essere il bacino di un centro di 200.000 abitanti, secondo la logica del Marcuzzo. La logica dei progetti interprovinciali, su ambiente, sicurezza, vivibilità di Centobuchi e soprattutto Monteprandone, fuori dal luogo comune che sia dormitorio di San Benedetto, ma il motore principale di una città territorio, ivi compreso anche l’Abruzzo: penso alla pista ciclabile sul Tronto che parte dall’Oasi di Pagliare del Tronto e arriva fino alle cascatelle nei pressi della ex Breda-Nardi e che dovrebbe continuare fino alla foce del Tronto, e a ridosso con Martinsicuro».
Come si chiamerà questa lista? C’è già un gruppo di sostenitori o sta cercando di aggregare persone e gettare le basi?
«C’è un gruppo di giovani che sta sviluppando la mia idea in una bozza progettuale. Non ho espresso la mia proposta all’interno partito in una circostanza ufficiale, ma ho già palesato la mia intenzione. Il nome della lista lo stanno lavorando i ragazzi che hanno sviluppato tre o quattro proposte: è uno dei compiti che ho affidato loro, credo che nel giro di due settimane sceglieremo quello ufficiale».
Quali sono i prossimi step?
«Compatibilmente con il percorso deciso dal partito è mia intenzione a breve inviare agli organi di stampa una sorta di comunicato stampa ufficiale sulla base di spunti programmatici: sarà più una bozza di programma, chiediamo un sostegno e un confronto, con degli incontri che organizzeremo con la cittadinanza a e le forze politiche una volta delineata la bozza programmatica. Auspichiamo la partecipazione di tutti».
Resta comunque nel Pd? Se ci fosse una candidatura in contrasto come verrebbe gestita?
«Sono iscritto al Pd e sono membro dell’organo di garanzia del consiglio provinciale, rispettosamente aspetto il confronto nel partito, auspico che ci sia e sia produttivo. La mia non è la lista del Pd più il resto del mondo, ma una idea da condividere con il mio partito con l’apporto di tanti altri non satelliti del Pd, gioco questa partita a ampio raggio. Credo fermamente che sul programma la gente vedrà e si farà un’opinione, gli schieramenti mi interessano poco. Se vi sarà una candidatura in contrasto si faranno le primarie, non ho motivo per scontrarmi con nessuno, non vedo avversari ma aggregazioni intorno a questa bozza programmatica, questi ragazzi collaborano con me perché a loro piace l’idea della città  territorio in cui Monteprandone deve tornare ad avere grande risalto».
Su cosa si basa il progetto?
«Il progetto si basa sulla proposta della città che si relaziona con tutto il territorio, stringendo una stretta simbiosi con i comuni di Marche e Abruzzo su progetti importanti, come l’abbattimento delle barriere architettoniche, giochi per soggetti disabili: un grande parco urbano, di riferimento, in cui si sottoscrivano società di collaborazioni pubblico-privato per la ripulitura dei fossi e il riuso dei materiali di rifiuto per compostura e altro. Voglio confrontare l’idea con il mio partito, sono in amministrazione ininterrottamente dal 1980 fino al 2004, tutte buone amministrazioni. Stracci ha operato bene, nella cultura, penso alla promozione con Cacciari, su questa linea sarò in continuità ma con un progetto più ampio: faccio appello a sostenere il progetto a tutte le forze politiche, all’insegna del non lasciare spazio a divisioni, ma perseguire la convergenza. Se ci saranno altre candidature ci si confronterà sul programma».
Che idea si è fatto delle campagne di ascolto?
«Un politico che dice dobbiamo fare la campagna del ascolto, che governa da 15 anni, mi sembra faccia una proposta estemporanea: altro conto è la partecipazione ma non vogliamo perdere tempo. Solo perché io nella prima intervista ho chiesto partecipazione non significa che voglio portare avanti l’ipocrisia delle campagna di ascolto: a San Benedetto non hanno portato giovamenti. Il politico non deve ascoltare e poi fare come vuole, qualche consigliere e assessore attuale della maggioranza Stracci, nonostante sia stata una buona amministrazione, ha proposto per una fase nuova la campagna di ascolto, che non rinvia la discussione politica: preferisco incontri confrontandomi con le persone sul suo programma. Credo di avere idee, altre arriveranno in campagna elettorale».
Sui nuovi temi della sostenibilità ambientale che ne pensa?
«Rispetto dell’ambiente e metterlo a frutto: la vera polemica per la Sentina non riguarda i cacciatori, ma il Turismo ambientale. Penso che la caccia oggi sia anacronistica, da cacciatore della prima ora, e che il rispetto, la tutela e la messa a reddito del patrimonio ambientale siano le nuove sfide con cui dobbiamo confrontarci».

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