MONTEPRANDONE – Incontriamo il candidato sindaco di Monteprandone Orlando Ruggieri, che è sceso in campo per le prossime amministrative.

 

Perché ha deciso di candidarsi dopo la lunga pausa dalla attività amministrativa?

«Fare il Sindaco è stata l’esperienza più gratificante che mi poteva capitare, imparagonabile a quella di deputato che, però, durante la discussione sull’Istituzione della Provincia di Fermo mi ha portato a maturare l’idea, già argomento delle mieelezioni politiche, della necessità di una programmazione vasta del nostro territorio, pensando a una CITTA’ di 200.000 abitanti, lontana da gelosie o rivendicazioni campanilistiche. Poi, contrariamente a quell’idea della vecchia politica che spinge gli amministratori a perpetuarsi, magari trovando assetti amministrativi di facciata, continuando, di fatto a mantenere “il potere”, ho sempre ritenuto che fosse giusto e legittimo, dopo di me, che si portasse a compimento progetti e idee di altri amministratori, senza che, in qualche modo, fosse di peso la mia presenza sulla scena politica principale. Infine, avevo l’obbligo professionale e verso la mia famiglia, di tornare a svolgere a tempo pieno il mio lavoro che, negli anni del doppio impegno, avevo trascurato».

Come si delinea lo scenario politico delle prossime comunali e quali sono i possibili risvolti per la Società dei Poeti? Ci sono focus comuni che potrebbero avvicinarvi a qualche schieramento?
«Devo dire, sinceramente, che in questi mesi abbiamo lavorato intorno al progetto, non curandoci degli schieramenti e di chi potesse guidare detti schieramenti. Ero e sono oggi, ancor di più convinto che la mia proposta, con gli appassionati spunti programmatici elaborati dai Poeti Estinti, lontani mille miglia dal calcolo o dal posizionamento politico, rappresenti un contributo alla discussione e, auspico, alla ulteriore elaborazione e condivisione, a Partiti, Istituzioni, Associazioni, liberi cittadini che intendano prospettare alle generazioni future una Città in cui vengano affermati principi solidaristici, di progettualità e sviluppo eco sostenibile di eccellenza e delbuon vivere, che portino a nuove opportunità di Impresa e di Lavoro in tutti i campi,dall’Industria, al Commercio, al Turismo, ecc., cercando la collaborazione di Enti territoriali provinciali ed extra provinciali. Nessuno si è mai sognato di fare l’esame del sangue a uomini e donne, soprattutto giovani, che hanno voluto partecipare alla elaborazione di questi spunti programmatici, per cui mi sembrerebbe inconcepibile ed incoerente chiudere la porta a quanti volessero partecipare all’ulteriore sviluppo di queste idee. Quindi, la mia proposta è rivolta a quanti hanno a cuore uno sviluppo di eccellenza del territorio, basato sui principi che noi riteniamo universali, quali quello di una buona qualità della vita e dei servizi offerti al cittadino, quelli dell’integrazione sociale e della ricerca di nuove opportunità di lavoro per i nostri giovani.La trasversalità significa ricerca spasmodica di accordo tra parti che hanno una idea diversa tra loro, io propongo, invece, una operazione assolutamente opposta: Si sta insieme, tra parti diverse, su una idea e su un progetto condiviso e comune».
Quali sono i punti cardine della sua scelta politica e amministrativa per Monteprandone?
«Penso a una città territoriale, Marcuzziana e ispirata dai principi della sostenibilità ambientale, con una comunità coesa e integrata, partecipe e coinvolta nelle principali decisioni in modo puntuale e sistematico. Penso allo sviluppo di una piccola Silicon Valley nella zona dei capannoni dismessi, per dare slancio nuovo all’imprenditoria locale dando una chance ai giovani volenterosi che dobbiamo cercare di trattenere sul territorio offrendo loro standard di vita elevati. Vedo un tessuto sociale stimolato e unito, in cui tutti abbiano uno spazio: gli anziani, i bambini, gli immigrati grazie alla Banca del Tempo potranno essere tutelati e trovare spunti e risorse per integrarsi e ritagliarsi un ruolo nella vita comunitaria. Immagino un contesto operoso e prospero, con le donne forti della nostra terra a fare da sostegno e perno del mondo del lavoro e della famiglia. Guardo al futuro di questi luoghi pensando al futuro dei miei figli, e dei miei nipoti dopo di loro: lasciare un posto migliore, lasciare un segno nella storia e nello sviluppo di Monteprandone è fonte di ispirazione per me e il mio team».
Come vede la situazione culturale dell’entroterra rivierasco?
«Ci sono tante cose che si potrebbero organizzare per stimolare e dare impulso alle arti del nostro territorio. Dell’editoria alla musica, passando per manifestazioni di piazza sulla scia di  Piceno d’autore, Festival 17 o Cose Pop, dando spazio alla voglia di crescita interiore dei cittadini e coniugandola con la necessità di sano divertimento. Oltre alla fruizione di concerti, presentazioni di libri, allestimento di mostre, organizzazione di serate teatrali, condivisione di proiezioni cinematografiche negli spazi comuni – con una sorta di cineforum – penso anche alla formazione artistica a cui si potrebbe dare slancio per instillare linfa ai fenomeni artistici che nascono sul nostro territorio, con un fondo a guida pubblica e finanziamento privato dedicato».
Come sono i rapporti con il Pd e l’attuale amministrazione Stracci?
«Sono un iscritto del PD e con il mio partito ho partecipato a tutti gli eventi politici, nazionali e non che in questi anni si sono succeduti. Ho dato, in questo ambito, il mio contributo, partecipando, quando richiesto, a un dibattito interno qualche volta acceso, ma comunque sempre rispettoso delle idee altrui, tanto che da anni sono componente della Commissione Provinciale di Garanzia del partito.

Sono stato sempre orgoglioso e ho sempre condiviso l’attività delle amministrazioni che sono venute dopo la mia, sia quella di Menzietti che quella di Stracci. Ritengo che l’attenzione e la preparazione politica messa in campo dai nostri amministratori siano un patrimonio politico che vada  riconosciuto e considerato e che ha sempre caratterizzato le nostre amministrazioni.

Ritengo che l’operato dell’amministrazione Stracci, soprattutto in campi quali il Sociale o la Cultura, o l’impegno sulla ricerca di opportunità di lavoro in anni in cui si è avuta una crisi epocale in tutti i settori, non possa essere misconosciuto e, anzi, rappresentano per me una risorsa che non può essere accantonata o liquidata senza tener conto degli apporti generosi e competenti di questi amministratori che, auspico, daranno il loro contributo all’elaborazione del mio programma.

Resta, però, che la mia è una lista civica vera e trasparente, dove si sta insieme sul progetto e sull’idea di Città. Anche se tutti sanno della mia provenienza partitica, tengo a sottolineare a quanti vorranno partecipare, che la mia non sarà la lista PD + altri, ma semplicemente la lista di chi vuole partecipare a delineare la nuova Città del Piceno».

Cosa si aspetta da questa nuova sfida?
«Mi aspetto di vincere per affermare la bontà del nostro programma che mette al primo posto relazioni, rapporti e dialogo continuo con altri Sindaci e Soggetti per dare all’intero nostro territorio una immagine di eccellenza e del buon vivere».

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