Nozze vip a Grottammare. Tanto romanticismo, commozione e poesia al matrimonio di Rocco e Matilde. Il testimone Vincenzo Mollica si complimenta con il sindaco Enrico Piergallini che ha celebrato la cerimonia: «Nozze stupende, il sindaco un attore nel declamare le poesie!»

 

di TIZIANA CAPOCASA

 

GROTTAMMARE – Il primo ad arrivare a Palazzo Ravenna il testimone degli sposi Vincenzo Mollica con la moglie Maria Rosa, legato da una grande amicizia con Matilde Menicozzi, nata quando lei era assessore alla Cultura del Comune di Grottammare e lui ha presenziato alcune mostre d’arte.

 

Poi gli sposi, lei raggiante in abito di pizzo macramè blu elettrico come il colore di tanti suoi acquerelli, lo sposo Rocco Orlandi, già luogotenente della Capitaneria di Porto, in abito scuro con gardenia all’occhiello.

 

Il sindaco Enrico Piergallini ha commosso tutti leggendo con innegabile stile alcune poesie tra cui il testo della canzone di Lucio Dalla “Chissà se lo sai” che inizia in questo modo: “Ti ho guardata e per il momento non esistono 2 occhi come i tuoi, così neri, così soli”.  E si conclude così: “Poi la notte col suo silenzio regolare, quel silenzio che a volte sembra la morte, mi dà il coraggio di parlare e di dirti tranquillamente, di dirtelo finalmente che ti amo e che di amarti non smetterò mai, così adesso lo sai!”.

 

Il sindaco ha ricordato anche, durante la cerimonia, l’esperienza amministrativa della sposa e che, quelle stanze che l’hanno accolta pensierosa oppure indaffarata, in quel giorno l’hanno vista felice e raggiante.

 

Poi la poesia ‘Desiderio’ della poetessa islandese Hulda. ‘L’Amore è’ dell’Ucraino Boryspolec, infine ‘Amata’ del poeta turco Ahmet Erhan. Quindi il sindaco ha letto la poesia “Consapevolezza ” della raccolta di poesia della Menicozzi tra gli applausi dei presenti. Infine la giovane cantante Giovanna Perna ha interpretato live alcune canzoni con la sua voce calda ed avvolgente.

 

Banchetto nuziale all’hotel Roma con tanti invitati tra cui Piero Celani, già sindaco di Ascoli e presidente della Provincia, Carlo Lanciotti della Compagnia dei Folli, Carlo Verducci e tanti amici giunti da diverse parti d’Italia.

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