ARQUATA DEL TRONTO – A proposito del prossimo appuntamento elettorale con le provinciali del 31 ottobre, Aleandro Petrucci sindaco di Arquata del Tronto ci chiarisce delle zone d’ombra. Si voterà per il successore di Paolo D’Erasmo, tra Sergio Fabiani, sindaco di Montegallo, e Pasqualino Piunti di San Benedetto del Tronto.

 

Perché non si è candidato alle provinciali? 
«Perché io sono ultra impegnato per il terremoto: Arquata è distrutta e le problematiche da seguire sono infinite, non posso».

 

A quanto pare, Piunti in extremis voleva la sua candidatura. Perché non ha accettato? Come stanno le cose? Poteva sembrare logico che in opposizione a un candidato del cratere (Fabiani) ce ne fosse un altro sempre del cratere (Petrucci).
«Da subito, sia a destra che a sinistra ho avuto degli abboccamenti: a tutti ho detto no grazie, perché non ce la faccio, nonostante la mia profonda conoscenza della provincia dopo 15 anni da assessore e una lunga esperienza. Inoltre non ritengo attuale il ruolo della Provincia, tante competenze sono passate alla Regione, il bilancio anche dai giornali un po’ di tutta Italia risulta in forte sofferenza e non potevo dedicarmi in modo esaustivo a tutte le problematiche. Ho altri due anni e mezzo ad Arquata e saranno impegnativi».

 

Per chi vota? Piunti ovviamente.
«Ovvia domanda».

 

Ha provato a convincere Michele Franchi, il suo vice, a votare Piunti? Questa divergenza di voto crea problemi?
«Franchi ha firmato per Fabiani. Non ci sono problemi perché con le liste civiche alle politiche ognuno vota come vuole e crede. Abbiamo questa libertà ancora, oggi più che mai che i partiti tra destra e sinistra non contano più nulla. Io ho una foto di Craxi nel mio ufficio, e guai a chi la tocca».

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