POLITICA – Elezioni Provincia. Conto alla rovescia per le elezioni  provinciali fissate il 31 ottobre. Riformate dalla legge Delrio e  ”sopravvissute” al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, le  Province tornano sotto i riflettori per la tornata elettorale di fine  mese. Non è più come in passato un’elezione diretta: saranno sindaci e
consiglieri comunali a votare i rispettivi 47 nuovi presidenti di  Provincia e a rinnovare 27 consigli provinciali.

 

Per i 47 presidenti di Provincia sono candidati 80 sindaci che saranno votati da circa 58mila tra sindaci e consiglieri comunali in rappresentanza di oltre 26 milioni di cittadini dei loro 4.765 Comuni.

 

Sono in corsa per la Provincia di Ascoli Piceno il sindaco di San Benedetto del Tronto Pasqualino Piunti (centrodestra) e quello di Montegallo Sergio Fabiani (Pd). Uno dei due prenderà il posto dell’uscente Paolo D’Erasmo.

 

Il M5s ha fatto sapere che non parteciperà alle elezioni dapprima nel Blog delle Stelle, poi direttamente da Di Maio. «Le Province non sono mai state abolite: hanno solo tolto il diritto di voto ai  cittadini. Così come sono non funzionano e sono uno sfregio alla  sovranità popolare. Presto rivedremo le loro funzioni e la loro stessa esistenza», ha annunciato giovedì scorso il vicepremier e leader del  M5s, Luigi Di Maio.

 

Sono eleggibili a consigliere provinciale i sindaci e i consiglieri  comunali in carica, mentre sono eleggibili a presidente della Provincia i sindaci della provincia il cui mandato scada non prima di  12 mesi dallo svolgimento delle elezioni. In molti casi non si vota per entrambi gli organismi perché la durata del mandato del presidente e del consiglio provinciale è diversa: il primo resta in carica quattro anni, il secondo due anni.

 

Tredici province ossia Arezzo, Avellino, Bergamo, Catanzaro, Cuneo, Ferrara, Modena, Parma, Reggio Emilia, Rimini,  Sondrio, Varese, Vibo Valentia, eleggeranno sia i presidenti che i  rispettivi consigli provinciali. Saranno scelti senza i relativi consigli, che verranno invece rinnovati a gennaio 2019, i 34 presidenti delle province di: Ancona, Ascoli Piceno, Benevento, Biella, Brescia, Brindisi, Chieti, Como, Foggia, Forlì Cesena, Frosinone, Lecce, Lecco, Livorno, Matera, Novara, Padova, Perugia, Pesaro-Urbino, Pescara, Piacenza, Pisa, Potenza, Prato, Rieti, Rovigo, Salerno, Savona, Siena, Taranto, Teramo, Verbano, Verona, Vicenza.

 

Quattordici consigli provinciali saranno invece eletti senza il rinnovo dei relativi presidenti: è il caso di Alessandria, Asti, Barletta Andria Trani, Campobasso, Cremona, Fermo, Lodi, Macerata,  Mantova, Massa Carrara, Pavia, Ravenna, Treviso e Vercelli.

 

In diciassette casi c’è un candidato unico; in nove  Province a candidarsi sono i sindaci di capoluoghi (Vicenza, Cuneo,  Piacenza, Siena, Pisa, Chieti, Brindisi, Taranto, Catanzaro). Sette le sindache in corsa in questa tornata elettorale durante la quale  debutterà la norma che obbliga alla parità di genere nelle liste anche per i consigli provinciali.

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