Proteggersi+dalla+truffa+del+s%C3%AC%3A+ecco+come+fare+per+non+farsi+fregare
adriatico24ore
/proteggersi-dalla-truffa-del-si-ecco-come-fare-per-non-farsi-fregare/10697/amp/
News

Proteggersi dalla truffa del sì: ecco come fare per non farsi fregare

Ultimamente in Italia è boom di casi della cosiddetta “truffa del sì” e scatta l’allarme: ecco come non farsi fregare.

Truffa del sì – Adriatico24ore

Le truffe telefoniche sono diverse e mutano e si evolvono ogni giorno. Attualmente quella che sta circolando di più, mietendo numerose vittime, è la cosiddetta “truffa del sì”. Vediamo insieme in cosa consiste e come evitare di caderne vittima.

La truffa del sì

La truffa del sì è una nuova truffa telefonica che sta sfruttando il particolare momento storico in cui ci troviamo per far sottoscrivere in modo inconsapevole nuovi contratti di fornitura energetica o di servizi telefonici. Dato l’imminente ingresso al mercato libero dell’energia e dell’abbandono del mercato tutelato, i cittadini sono particolarmente confusi e disorientati, tanto da essere facili vittime di questa truffa telefonica che sta colpendo sempre più persone.

Contrariamente a quanto si pensi, non sono solo gli anziani a cadere vittima di questa truffa, proprio a causa del particolare momento di concomitanza con il mercato libero dell’energia. A spiegare in cosa consiste la truffa, e a combatterla in prima linea è l’associazione dei consumatori Adoc di Pordenone, che vuole allertare i cittadini a prestare la massima attenzione alle chiamate provenienti dai call center.

A dare l’allarme è stato un cittadino che si è rivolto all’Adoc, denunciando due bollette dal valore complessivo di 700 euro, e aggiungendo che aveva anche dovuto versare il Cmor, ossia il costo di indennizzo per l’interruzione del contratto al suo vecchio gestore, a cui non risultava il pagamento delle bollette in oggetto.

Come funziona

Attento ai call center – Adriatico24ore

La truffa si svolge tramite una telefonata, che viene registrata da un call center pirata. Alle sfortunate vittime, che rispondono al call center, viene chiesto semplicemente di confermare la loro identità con la frase “Salve, è lei il signor…?”. Se malauguratamente si risponde “sì”, il call center pirata registra la risposta e successivamente la riutilizza (con il classico metodo del copia e incolla) per rispondere in maniera affermativa alle domande per autorizzare la sottoscrizione di nuovi contratti di fornitura energetica o servizi telefonici.

In alternativa, i truffatori chiamano con insistenza e si fingono operatori di società di energia o telefoniche. I responsabili di Adoc hanno illustrato la conversazione tipo: “Lei è un nostro utente e la vogliamo avvertire che le condizioni contrattuali non sono più le stesse, ma sono rincarate del 40%. Però c’è un modo per risolvere il problema. Se lei ci dà il suo codice Pod (energia) o Pdr (gas) presenti nelle bollette, possiamo farla passare a una nostra società parallela, che le permetterà di evitare questo esborso”.

Call center truffatori – Adriatico24ore

In vista di un potenziale risparmio, è molto facile che la vittima si presti a comunicare i dati richiesti. Purtroppo però, ci si accorge di essere stati raggirati solo quando si riceve la prima salatissima bolletta della nuova utenza. Quindi, il consiglio dell’Adoc è di evitare qualsiasi contatto telefonico da parte dei call center, e di non rispondere mai “sì” a questo tipo di domande, rifiutandosi di comunicare i propri codici Pod e Pdr.

Per verificare che l’operatore che ci sta contattando sia un lavoratore legittimo, si può chiedere il codice personale e il nome della società per cui lavora, e in generale cercare in ogni modo di accertarsi che il chiamante sia un’entità realmente operante nel settore dichiarato.