SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Come mai non si trovano medici per il Pronto Soccorso? E nemmeno infermieri che ci vadano spontaneamente?», due domande di peso da parte di Benito Rossi di Orgoglio Civico.

 

Le risposte di Benito Rossi: «Perché i carichi di lavoro di notte sono uguali al giorno, per cui si lavora tanto di giorno quanto di notte, salvo che per i festivi dove si lavora molto di più.

 

Perché gli afflussi del periodo invernale si sono parificati a quelli estivi con l’aggravante che d’estate la popolazione è cinque volte di più, ma in servizio al Pronto soccorso ci rimane lo stesso personale di sempre.

 

Mentre in un reparto i posti letto sono limitati e precisi, in Pronto soccorso le porte sono sempre aperte 24 h su 24 e senza limiti di utenza».

 

«A parità di stipendio – incalza Rossi – secondo voi un medico dove preferisce lavorare? al Pronto soccorso, dove visita per 12 ore, o in un reparto? Se così non fosse ci sarebbe la fila dei medici che vorrebbero lavorare in pronto soccorso. Volete sapere quanti medici se ne sono andati dal pronto soccorso? E quanti medici usufruiscono di esenzioni? Ecco! Ai restanti medici tocca “il tutto compreso”».

 

«Fermo restando – insiste Rossi –  la passione per l’emergenza e per l’istinto di umana passione, a parità di stipendio, è difficile scegliere per il Pronto soccorso. In un pronto soccorso le risposte assistenziali devono essere veloci ed appropriate. Ma con quali mezzi? Con quali supporti dirigenziali sovraordinati?».

 

«Ma nonostante tutto l’utenza si rivolge al pronto soccorso perché si ottengono diagnosi in tempi ristretti ed a costo zero. Che fine ha fatto il territorio? Al pronto soccorso l’utenza pone fretta per entrare e fretta per uscire».

 

In Abruzzo si paga il ticket. «In Abruzzo tutte le visite di pronto soccorso sono sottoposte ad un ticket di circa 25 euro mentre nell’Asur 5 no. Il pronto soccorso di San Benedetto sfiora i 40 mila accessi con picchi di iperafflussi e di maggiori urgenze spesso ai limiti umani di gestione. Qualcuno ci pone rimedio gestionale? In paragone il pronto soccorso di Pescara si attesta con 110 mila accessi dove per capirne le condizioni basterebbe andarci a lavorare».

 

«Un paziente che esegue esami in regime ordinario o d’urgenza, prescritti dal medico di famiglia, si sottopone al pagamento del ticket e spesso ottenendo la prestazione a gran fatica. Avete mai immaginato cosa fa un medico di pronto soccorso per cercare un posto letto? Quante telefonate deve fare e quanti litigi deve sostenere per ottenere un posto letto? Sembrerebbe che il medico stia chiedendo favori personali quando invece i pazienti sono presi in carico in ospedale e non solo dal pronto soccorso».

 

«Devono lavorare in pronto soccorso i medici più bravi e più esperti, e vale la stessa cosa per gli infermieri, ma vanno messi nelle condizioni di lavorare serenamente e soprattutto non umiliati dal primo dirigente che mai ha lavorato a tempo pieno in un pronto soccorso».

 

A San Benedetto i medici del Pronto soccorso se ne vanno. «Ma secondo voi perché i medici di pronto soccorso arrivano a licenziarsi? O gli infermieri vogliono andare via? Ma chi dirige si fa una domanda e soprattutto una risposta? Tantissimo rischio clinico e nessun riconoscimento, questo aspetta a chi lavora in pronto soccorso. Tutti i problemi che cadono sulla testa dei pazienti, del medici, degli infermieri, dei medici radiologi, dei tecnici radiologi, dei consulenti, degli Oss, dei medici del 118, rimangono a loro stessi».

 

«Cari dirigenti Asur – la stoccata finale di Benito Rossi – uscite dalle vostre stanze e corciatevi le maniche, per trovare soluzioni per i pazienti e per chi presta servizio nei pronto soccorso».

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