SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’incrocio delle storie di una città, di uno stadio e di un poeta in un solo giorno, il 14 settembre 1975. Può essere questa la sintesi di “L’ultima partita di Pasolini”, una produzione Sushi Adv. del regista Giordano Viozzi a partire da un’idea del professore Francesco Maria Anzivino.
Il lavoro, nato da un reading del docente sambenedettese del 2012, prende spunto dalla partita, l’ultima di cui si abbia notizia, che Pier Paolo Pasolini giocò con la Nazionale Artisti allo stadio Ballarin di San Benedetto del Tronto un mese e mezzo prima della sua morte.
Alla cronaca di quest’incontro, dal punto di vista sportivo poco memorabile, si sovrappone il racconto della mutazione di un borgo marinaro in località turistica, del dilemma tra visione poetica dell’umile passato e sfaccettature non tutte belle del benessere e della modernità, di un 1975 che segna la fine dell’innocenza su scala nazionale e locale.
Le voci dei protagonisti della partita si alternano alle parole di critici letterari (Massimo Raffaeli), giornalisti (Valerio Piccioni), scrittori e musicisti (Emidio Clementi, Pierpaolo Capovilla).

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