SAN BENEDETTO DEL TRONTORoberto Giobbi, segretario PD circolo Centro “Guido Ianni”, dice la sua in merito alla nuova caserma dei vigili urbani a San Benedetto, ribadendo la propria proposta:

 

 

«In questi giorni si è tornato a parlare della nuova caserma dei vigili e sono diverse le proposte che trapelanoPer noi la sede migliore per la Polizia Municipale era e resta il locale da 450 mq del palazzo di piazza Kolbe progettata per tale scopo. Quel luogo ha tutto quello che serve per essere la sede ottimale: è sulla statale, ha molti parcheggi intorno per i mezzi dei vigili e per chi deve recarsi negli uffici, è vicino alla sede del comune e alle principali scuole della città, non è lontano dal centro cittadino e dal lungomare. Non fu casuale la scelta dell’amministrazione Gaspari di posizionarla proprio in quel edificio. Poi le cose sono andate come sono andate e i problemi economici della ditta costruttrice hanno creato problemi ai vigili e soprattutto agli abitanti del quartiere».

 

 

«Come segretario del circolo centro del PD di San benedetto del Tronto e come abitante di quella zona penso che l’amministrazione non può restare in attesa che la giustizia risolva il problema – continua Giobbi -. Passerebbe troppo tempo e il mostro non può restare cosi per molto ancoraL’amministrazione ha il dovere  di impegnarsi per far sì che si trovi al più presto qualche impresa disposta a rilevare lo stabile e portare a termine il lavoro e si possa così avere anche la sospirata sede dei vigili. La sede non può essere in Via Veneto ne quella dell’ex palazzo Enel, troppo complicato raggiungere queste zone.

 

 

Li nasceranno solo appartamenti per benestanti e turisti con conseguente aumento del traffico,  questo perché si sono ignorate le proteste degli abitanti che chiedevano invece un luogo di incontro e socializzazione. La soluzione migliore quindi era e resta il palazzo di piazza Kolbe. Si deve lavorare perché la situazione si sblocchi e i lavori ripartano al più presto. Questo anche per ridare agli abitanti i parcheggi chiusi da anni e attualmente usati come deposito di materiali e calcinacci. Se non si riesce a trovare una soluzione per far ripartire i lavori subito è necessario  rimuovere la recinzione, pulire i parcheggi per tornare ad usarli e mettere in sicurezza l’edificio per evitare che lo stesso possa diventare  un luogo per persone poco raccomandabili. Questo intervento, se non si riuscirà a farlo fare alla ditta proprietaria,  dovrà essere fatto direttamente dal comune prendendo i soldi necessari dai quelli dell’ex Curzi o dalla fideiuossione di 430 mila euro che l’ente deve riscuotere dalla proprietà».

 

«Il circolo centro del PD segue con attenzione questa vicenda e si augura che si possa lavorare insieme al comitato di quartiere San Antonio e ai cittadini per spingere l’amministrazione a trovare la soluzione – conclude Giobbi -. Non è pensabile, come detto dall’amministrazione, che tutto ora dipende dal giudice e i tempi per una soluzione non sono prevedibili. L’amministrazione può fare molto,  basta volerlo».

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