ACQUAVIVA PICENA – Si profila con più definizione lo scenario ospedale unico. Un’altra voce in capitolo è quella del sindaco di Acquaviva Picena, Pierpaolo Rosetti, che sul tema in oggetto ribadisce la coerenza con il voto espresso, con le dovute eccezioni. Afferma Rosetti: «La posizione noi l’abbiamo espressa questa estate e quello che è stato votato in sede di assemblea resta valido, anche se si è trattato di un voto consultivo». Durante la conferenza dei sindaci il sindaco Rosetti si è espresso a favore della candidatura di Spinetoli, insieme ad altri 16,  sollevando un vespaio di polemiche.

 

Oggi però lo scenario è diverso. «Sono in atto discorsi al fine di trovare un’altra location anche se l’obiettivo primario resta fare l’ospedale unico di eccellenze delle Marche, ma se si trova un altro ragionamento, bene, siamo aperti. Partecipiamo a altre possibilità che possano essere condivise, San Benedetto per noi è vicino quanto Spinetoli e Colli. Ad oggi ci sono confronti in atto, anche se partiamo dal voto di questa estate».

 

E il decreto Balduzzi, come inciderà? «Vale il discorso fatto prima, se la decisione è basata su una legge condivisa noi ci siamo, Acquaviva è un territorio vicino a entrambe le location. Capisco che San Benedetto ha una capacità molto importante anche se l’area individuata è quella di Centobuchi, perché farlo in città non è pensabile. C’è da ragionare sulla legge, ma quello che non deve accadere è semplicemente che le persone vadano in altre parti a farsi curare. E che non si vada per le lunghe con la solita chimera che non si realizza mai, perdendo di vista quello che è l’obiettivo primario, cioè l’ospedale di eccellenza, pena la fuga dei pazienti. Posto ciò, noi siamo aperti a altri ragionamenti, purché riguardino tutto il territorio.»

© Riproduzione riservata


Stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *