SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ospedale unico, s’infiamma il mondo della sanità e della politica. Annotiamo la presa di posizione oltremodo critica del dott. Mario Narcisi, ex direttore della Dea dell’ospedale Madonna del Soccorso e rappresentante provinciale della sigla sindacale AAROI-EMAC (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani e Medici dell’Emergenza Accettazione).

 

«La Regione – tuona Narcisi – ci ha elencato con solerzia  e precisone le Specialità che dovrebbero trovare spazio all’interno del nuovo Ospedale Unico dell’AV5 secondo quanto previsto per un Presidio Ospedaliero di I° Livello, che il D.M. n.70 del 2 aprile 2015, ovvero il Decreto Balduzzi. Tutto ciò rasenta il ridicolo e costituisce un atto di arroganza in quanto la stessa attenzione non è stata posta per i criteri che, seppure indirettamente, lo stesso Decreto Balduzzi suggerisce per l’individuazione della posizione di uno Ospedale che debba servire un Territorio e un Bacino di utenza come il nostro. Tanto più che la nostra stessa Regione Marche con una DGR, la n.1537 del 31-10.2012, istituiva le Reti omogenee territoriali e assistenziali con la distribuzione della Rete degli Ospedali in Aree geografiche omogenee con il superamento dei confini amministrativi e, ancora prima, il Consiglio Regionale approvava con la Del. n. 38 del 16-12-2011 il riconoscimento giuridico dell’Azienda Ospedaliera Marche Sud nel Piceno».

 

Continua il dott. Narcisi: «A fronte di tutto questo il governatore Ceriscioli, per non sapere o volere decidere, si inventa lo stratagemma dell’Algoritmo per indicare l’ubicazione del nuovo Ospedale Unico e ci informa che l’Algoritmo ha indicato l’area del Comune di Spinetoli.  Il 2-8-2018, questa scelta artificiosa è stata avvallata nella Conferenza dei Sindaci da uno schieramento di Sindaci dell’AV5 rappresentativi solamente del 30% della popolazione picena. Un quotidiano locale l’ha definita la vittoria di Ceriscioli. E’ stato, invece, un gioco di prestigio bene riuscito, in quanto è stato estratto dal cilindro, con un intruglio che nessuno conosce, uno oscuro Algoritmo per imporre la sede di uno Ospedale provinciale che doveva essere scelta con “cognitio rerum“, cognizione di causa. Non c’è stata la capacità e il coraggio di farlo. Se le cose vengono spiegate con argomentazioni serie e inconfutabili, non si perdono i consensi».

 

Dice ancora il sindacalista: «Abbiamo sempre creduto in un Ospedale Unico. Abbiamo sempre pensato che la soluzione migliore fosse concentrare tutto in un unico contenitore e che il contenitore fosse nella posizione più funzionale.  Purtroppo constatiamo che nella decisione presa non c’è né l’aspetto logistico né il contenuto. Per un Ospedale con il contenuto di Reparti elencati dalle “slides” di Ceriscioli bastava solo il bacino di utenza di San Benedetto del Tronto; ma visto che si parlava di Ospedale Unico del Piceno ci aspettavamo uno Ospedale con tutte le Specializzazioni. Pensavamo che il nuovo Ospedale Unico, posizionato in modo strategico nel Territorio Piceno secondo criteri funzionali e operativi come più volte segnalati e dotato di tutte le Discipline necessarie per dare risposte sicure alla popolazione, atte a ridurre tutti i trasferimenti in altri Ospedali, fosse la soluzione più giusta sia dal punto di vista economico che scientifico. Ma vedendo che ci ripropongono gli stessi Reparti ospedalieri con le stesse Specialità mediche e chirurgiche e addirittura ridimensionandone alcune di quelle attualmente presenti, è sacrosanto puntare sull’Azienda Ospedaliera nel Sud delle Marche».

 

Insiste Narcisi: «A questo punto, se i viaggi della speranza verso Ancona devono continuare, come da obiettivo vero e inconfessabile della programmazione sanitaria regionale , vista la tipologia dei Reparti Ospedalieri (che non si discostano dagli attuali esistenti) assegnatici con l’Ospedale Unico prospettatoci dalla Regione Marche secondo il Piano scritto da Ceriscioli per i nostri due Ospedali di San Benedetto e Ascoli, cosicché il nostro malato del Piceno sarà ancora apostrofato “malato a quattro ruote”, e vista la non considerazione del Piano Ceriscioli per le nostre zone a maggiore densità di popolazione e con una Riviera delle Palme superaffollata dal punto di vista turistico e infrastrutturale, molto più utile è optare per la linea del Sindaco Castelli fautore dell’Azienda Ospedaliera di Marche Sud con un Ospedale nuovo in Riviera e il restyling dell’Ospedale di Ascoli per la parte montana, tanto quanto fatto per l’Azienda Ospedaliera Marche Nord di Pesaro. In conclusione, come diceva lo scrittore polacco Stanislaw Jerzy Lec , “Siamo tutti uguali davanti alla Legge ma non davanti agli incaricati di applicarla”».

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