SPINETOLI – «Quando la politica entra in gioco, il decisore politico non è responsabile come era in passato: si guarda più al voto, si guarda al prossimo anno e alle elezioni».

 

Amare e taglienti le considerazione di Alessandro Luciani, sindaco di Spinetoli, in relazione al dietro front dei sindaci dello schieramento sambenedettese circa l’appoggio alla realizzazione dell’ospedale unico tra Pagliare e Colli.

 

Di fronte al vespaio e alla pluralità dei cori, che sostengono tesi contrapposte e in certi casi scevre da un’analisi di fattibilità, Luciani racconta: «Ricordo la conferenza dei sindaci del 16 settembre 2001: decisero tutti gli assessori regionali e i sindaci di farlo a Pagliare, San Pio X in quel caso».

 

Luciani continua «devo arrivare alla conclusione che il decisore politico di una volta era più responsabile. Oggi non si riesce a decidere, bisogna capire qual è la necessità del territorio. La Regione ci ha convocato e noi abbiamo risposto con la nostra proposta: 20 ettari pianeggianti li abbiamo e con Cardilli abbiamo deciso di unire le forze per arrivare al risultato».

 

Ha dato la sua disponibilità per servire il territorio, non sa se ricandidarsi ma sa che la priorità è avere un ospedale di eccellenza. Questa la sua analisi, questo il punto di vista del sindaco che si chiede: «Oggi perché si torna indietro? Per ragioni politiche e elettorali. Qualcuno mi spieghi perché la differenza la fanno 7 km: a Ragnola si, a Spinetoli no! Che cambia?».

 

E ancora: «non si pensa più alla salute dei cittadini ma si va alla caccia del voto, io non ho questo interesse forse non mi ricandido, ma importante è portare un ospedale di primo livello nel Piceno».

 

E il Balduzzi? Una strumentalizzazione l’interpretazione che ne è stata data? «Non so ma ovunque hanno preso una decisione: Fano, Pesaro, Macerata, Ancona. Qui ci si perde tra le polemiche».

 

Mentre il campanilismo la fa da padrone e un algoritmo sembra(va) aver risolto la diatriba, il tema diventa sempre più attuale e scottante: si evidenzia in modo drammatico l’incapacità di fare sistema senza perdersi nella querelle.

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