SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ospedale unico a Pagliare, Giobbi (Pd): «Piunti non ha proposto soluzioni alternative». La sezione Sanità del Pd di San Benedetto si è riunita per affrontare il tema bollente dell’ospedale unico del Piceno. Il presidente del circolo dem San Benedetto Centro, Roberto Giobbi, associa la polemica sul plesso unico a quella sui vaccini «perché il centrodestra e il M5S in entrambi i casi vogliono sostituirsi alla scienza, andando contro le indicazioni unanimi della comunità scientifica».

 

Dice Giobbi: «La comunità scientifica locale (ordine dei medici, categorie e professionali  sanitarie, singoli operatori)  ritiene importante e non più rinviabile riunire le funzioni ospedaliere dell’AV5 in un unico plesso. Le forze politiche di centrodestra e M5S, anziché impegnarsi  affinché il progetto si realizzi il prima possibile,  sollevano argomenti pretestuosi senza nessuna base scientifica solo per motivi propagandistici e di consenso elettorale. Anche in questo caso in aperto contrasto con le posizioni della comunità scientifica locale. Vorremmo ricordare che la realizzazione del Nuovo Ospedale non è un capriccio dei questa o quella forza politica, ma una necessità scientifica ed organizzativa per il nostro territorio. La moderna medicina impone  sempre più spesso un approccio multidisciplinare, multiprofessionale e multitecnologico, che può essere garantito solo concentrando specialità e tecnologie in un unico presidio. Solo cosi si  possono garantire percorsi di cura efficaci, ed ottimizzare l’uso delle risorse professionali e strumentali».

 

 

Continua Giobbi: «La polemica si è amplificata, come era prevedibile, quando si è arrivati a dover decidere la collocazione della nuova struttura. Ognuno ovviamente lo vorrebbe vicino al proprio comune. Se non addirittura vicino la propria abitazione. Stupisce la reazione dei Sindaci delle due città principali. Si oppongono alla scelta, senza proporre nulla di alternativo su cui costruire consenso».

 

Giobbi e i sindaci delle principali città del Piceno. «Al Sindaco di Ascoli (Guido Castelli, ndr) che minaccia la raccolta di firme vorremmo chiedere: qualora si fosse scelto un’area nel comune di Ascoli, avrebbe comunque raccolto le firme per fermare il progetto? Al Sindaco di San Benedetto (Pasqualino Piunti, ndr) vorremmo chiedere: perché negli ultimi due anni, quando l’argomento veniva dibattuto quotidianamente sulla stampa e sui social, la sua voce è stata assente?».

 

Ancora il segretario del Pd: «La località che è stata scelta, a nostro avviso possiede tutte le caratteristiche per ospitare questa struttura, tuttavia vi potevano essere soluzioni diverse. A nostro avviso le aree alternative a quella indicata (sempre rimanendo all’interno delle arre messe a disposizione dei comuni),  potevano essere quella di Stella di Monsampolo o quella di Centobuchi, entrambe molto valide allo scopo. Se il Sindaco di San Benedetto  avesse voluto percorrere questa strada  avrebbe dovuto  proporre una di queste soluzioni,  e sulla stessa cercare il maggior consenso possibile. Infine ci sembra doveroso  esprimere il massimo di solidarietà ai Sindaci di Monteprandone, Acquaviva e Grottammare  per gli attacchi vergognosi ricevuti in questi giorni.  I cittadini di questi  comuni devono essere fieri  dei loro Sindaci, che non abdicano alle loro funzioni e non fuggono  dalle responsabilità nei momenti importanti. La scelta fatta ci sembra  la più realistica pragmatica e razionale per far si che finalmente il progetto si avviasse».

 

 

Giobbi e le “Funzioni delle strutture esistenti“. «Le strutture che attualmente ospitano gli attuali ospedali – spiega – dovranno essere utilizzate per ospitare tutte le attività e socio sanitarie extra-ospedaliere. Case della salute, specialistica territoriale, diagnostica extra-ospedaliera, riabilitazione, medicina del lavoro, strutture di prevenzione, consultorio, assistenza domiciliare, medici di famiglia, RSA,  hospice,  ecc. Per essere ulteriormente chiari, per effettuare prestazioni ambulatoriali (visite socialistiche, esami di laboratorio, radiografie, ecografie o altre indagini) i cittadini continueranno a recarsi negli attuali presidi opportunamente riconvertiti. La collocazione di questi servizi concentrati nei due plessi ( ascoli e San Benedtto), oltre permettere un risparmio nel tempo in termini di costi e personale, semplificherebbe notevolmente l’accesso agli stessi da parte degli utenti. L’utente avrà più riposte possibili in queste strutture, e sarà inviato presso la nuova struttura ospedaliera solo per prestazioni appropriate (ricoveri, interventi chirurgici, ecc.) previo contatto diretto tra Medici di M.G., Specialisti Ambulatoriali, e Specialisti Ospedalieri. Lo scambio tra ospedale e territorio dovrà essere costante e continuo in maniera che il cittadino possa avere sempre la prestazione appropriata nel luogo più idoneo nei tempi giusti».

 

Conclude Giobbi : «Pertanto le  dichiarazioni catastrofiste di questi giorni circa la diminuzione dei servizi non hanno alcun fondamento, non rispondono alla realtà e servono solo ad alimentare campanilismo e propaganda. Tuttavia siamo fiduciosi, riteniamo che appena si sarà spento il furore propagandistico, tutte le forze politiche si attiveranno per raggiungere questo obiettivo il più presto possibile.  Non potrebbe essere diversamente visto che la nuova struttura dovrà ridisegnare in maniera moderna ed efficace, l’offerta ospedaliera per i prossimi decenni a vantaggio di tutta la comunità. Sarebbe incredibile oltre che imperdonabile se la polemica su qualche chilometro più  ad est o ad ovest circa la sua collocazione, riuscisse a bloccare il progetto facendo perdere a questa comunità un’opportunità storica».

                                                                                                         

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