OFFIDA – Hanno trovato casa presso il Comune di Offida gli instancabili disoccupati del gruppo “Piceni in Cerca di Occupazione”, dando infine concretezza al loro progetto per il rientro degli over 50 nel mercato del lavoro con la costituzione della società cooperativa sociale “Diogene Multiservice”, che ha ora la sua sede proprio nel comune dell’entroterra piceno.

 

Il progetto della cooperativa sociale, che raccoglie le esperienze lavorative e le specializzazioni dei dieci membri che la compongono, si auspica sia un modo per rilanciare chi ha perduto il lavoro dopo i 50 anni e si trova a fare i conti con le grandi difficoltà del reinserimento professionale, attraverso l’impiego in numerosi settori e la prestazione di servizi destinati sia alla pubblica amministrazione che ai privati.

 

Ad accogliere la delegazione della cooperativa Diogene Multiservice, il vicesindaco di Offida e assessore al Lavoro, Isabella Bosano, una delle sostenitrici del progetto stesso che ha fortemente voluto, a nome dell’amministrazione offidana, aprire le porte al progetto, offrendo un aiuto concreto affinché la società potesse concretizzare le proprie fondamenta e iniziare a dare lavoro ai suoi membri attuali, tenendo sempre la porta aperta affinché nuovi arrivi possano beneficiare del suo supporto nel reinserimento professionale.

 

«Il Comune di Offida ha voluto offrire uno spazio alla cooperativa Diogene Multiservice, in quanto crede nel suo progetto – ha detto il vicesindaco Bosano -. Questa iniziativa è il risultato del lavoro di più parti, religiose, politiche e sociali, e degli sforzi di disoccupati che non si sono voluti arrendere né abbandonare alla propria condizione, che hanno rifiutato l’immobilismo in attesa che la manna piovesse dal cielo per darsi da fare e rimettersi in gioco. L’amministrazione di Offida si vuole mettere in gioco con loro, così come con molte altre nuove imprese, offrendo tutto il supporto che un comune può dare nel suo piccolo per agevolare l’apertura e il lancio di nuove realtà».

 

A capeggiare la delegazione della Diogene Multiservice, il presidente nonché fondatore Stefano Abrugia, che ha personalmente ringraziato il Comune di Offida e le diocesi di San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno per il supporto e per aver creduto nel progetto: «Abbiamo fatto il proverbiale giro delle sette chiese, bussando alla porta di ogni comune a Nord e a Sud del Tronto alla ricerca di qualcuno che fosse disposto a scommettere su di noi, sia nel pubblico che tra i privati, e alla fine siamo riusciti a vedere concretizzarsi il nostro progetto – ha detto -. Non è stato facile e non ci aspettiamo che sia da meno continuare su questa strada e trovare una collocazione per i nostri membri, in tutto dieci, così come per quelli che si vorranno aggiungere più avanti, ma non per questo abbiamo intenzione di fermarci. Questa è solo la prima tappa della nostra lotta contro un mercato del lavoro che ignora i professionisti che hanno superato una certa età. La Diogene Multiservice è una realtà che intende sfruttare le competenze acquisite in numerosi settori da chi ha trascorso la sua vita sul lavoro e oggi si ritrova senza, privato dei mezzi di sostentamento e della dignità. La nostra intenzione è quella di riprenderci quella dignità e costruirci da noi una possibilità di rimetterci in gioco contro la disoccupazione».

 

La cooperativa avrà dunque sede in uno degli spazi dell’edificio di via Vicolo Rota 28, ex-sede dell’Istituto Musicale Sieber, da dove potrà avviare la propria attività per il collocamento dei professionisti che già ne sono membri. Gli ambiti e i settori nei quali la Diogene Multiservice è in grado di operare sono numerosi e vari, spaziando dalla gestione amministrativa, alla manutenzione del verde, dalla copisteria alla carpenteria, passando per la sicurezza, il trasporto e il catering, dimostrando il peso dell’esperienza di professionisti che hanno alle spalle decenni di esperienza nel loro campo e il valore della loro determinazione a fare in modo che tali competenze non finiscano sprecate.

 

«Abbiamo scelto di prendere una strada diversa da quella di chi, nella nostra stessa condizione, tira la corda del comune, della regione o dello Stato allo scopo di ricevere sovvenzioni in attesa che la situazione muti miracolosamente – ha concluso Abrugia -. Abbiamo scelto di rimboccarci le maniche e ripartire da zero, con l’esperienza della nostra età e la grinta di chi si affaccia per la prima volta sul mondo del lavoro».

 

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