SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «No all’ospedale unico: una scusa per chiudere il Madonna del Soccorso e il Mazzoni e potenziare Ancona». Inequivocabile la posizione sulla sanità del Piceno di Benito Rossi, presidente di Orgoglio Civico.

 

«Il progetto Area vasta 5 – tuona Rossi – è stato fallimentare per incapacità politica. Era stata pensata bene, nell’ottica dell’integrazione tra Ascoli e San Benedetto, ma è stata sviluppata in maniera negativa, realizzando reparti doppioni senza specialistiche. Si trasferiscono ad Ancona pazienti per specialistiche legate alla cardiochirurgia, neurochirurgia, chirurgia vascolare, chirurgia della mano. I pazienti traumatizzati che giungono al Pronto soccorso di San Benedetto ed Ascoli finiranno per essere trasferiti al Torrette di Ancona.  Se avessero avuto buona fede politica avrebbero pensato ad eccellenze previste in un bacino di utenza tra Ascoli, Fermo e San Benedetto».

Per Benito Rossi la soluzione consiste nel tornare ai princìpi con i quali era stata pensata l’Area vasta 5 «potenziando i nosocomi di Ascoli e San Benedetto, dotandoli di eccellenze, senza doppioni».

 

Una stoccata per Gianni Balloni, presidente della commissione consiliare sanità. «Propone di marciare tutti uniti verso lo stesso abiettivo, ma lui – rimarca Rossi – deve capire che ci sono realtà politiche e associative che si battono da anni per un sanità migliore. Non si pò entrare in campo quando ci sono altri che si muovono da tanto tempo».

 

Il consigliere del Pd Fabio Urbinati ha presentato un’interrogazione in Regione Marche per chiedere trasparenza nella scelta dei direttori. «Il consigliere dem – punge infine  Rossi – ha però dimenticato di chiedere una cosa non di secondo piano». Cosa? «Non ha chiesto dove gli aspiranti direttori hanno conseguito lauree e titoli. Una università non vale l’altra».

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