SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un referendum per abrogare la caccia. E’ quanto auspica il consigliere comunale di San Benedetto del Tronto Stefano Muzi (FI).

 

«Che tristezza, dal primo Settembre, fino al 10 febbraio prossimo, anche nelle Marche – lamenta Muzi – si svolgerà la stagione venatoria, così come deciso dalla giunta e dall’assessore competente. “ Un in bocca al lupo per una stagione ricca di soddisfazioni a tutti i cacciatori” ha dichiarato l’assessore Pieroni. Ci sarebbe da chiedersi a quali “soddisfazioni” faccia riferimento, essendo la caccia una pratica anacronistica quanto violenta e diseducativa.  Quante specie animali si sono ridotte marcatamente, quasi ai limiti dell’estinzione? E quante alterazioni degli equilibri ecologici ci sono state, a causa dell’introduzione coatta di animali, che poi hanno recato danni anche all’uomo stesso? Vedasi il cinghiale. Per non parlare del bollettino di guerra che ci ritroviamo a sopportare ogni anno, per incidenti avvenuti con il fucile in mano. Nella scorsa stagione venatoria, quella 2017-2018, in Italia si sono registrati ben 84 feriti e 30 morti. Capisco che gli animali non votino, mentre i cacciatori sì, ma io preferisco prendere qualche voto in meno, ma salvare qualche innocente vita in più».

 

L’auspicio di Muzi: «Mi auguro che presto possa essere messa in atto una raccolta firme nazionale per riproporre un quesito referendario abrogativo, al fine di interrompere questo spargimento di sangue per una mera attività ludico-ricreativa.  Sarei il primo a sottoscriverla.  Abbasso la caccia».

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