SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La movida molesta non piace a nessuno. Ma il divertimento, la musica, la socializzazione fanno bene alla vocazione turistica della città. Come gestirla e valorizzare l’identità marittima di San Benedetto? Far rivivere il porto con la vita notturna secondo alcuni risolverebbe due problemi in uno.

 

 

Innanzitutto permetterebbe la valorizzazione dell’area conferendogli la valenza di polo di attrazione sul modello di Edimburgo; allontanerebbe poi schiamazzi e fastidi dal centro, con relativo beneficio dei residenti. Che ne pensa Sandro Assenti, presidente interprovinciale di Confesercenti? Movida al porto, o comunque delocalizzata altrove, o avanti così sulla scia dello scontro con i residenti?

 

 

«Certamente la zona più indicata per la movida – dice Assenti – sarebbe quella portuale, la sua vocazione per l’intrattenimento e la conseguente riqualificazione sarebbero qualcosa di bello e importante per la città. Ma gli esercenti per ora sono restii a trasferirsi perché in quella zona ci  sono tutti cantieri e strutture molto grandi, mancano locali per gli esercizi di piccole e medie dimensioni».

 

 

Continua Assenti: «Niente però che non si possa risolvere con un progetto che parta dall’amministrazione, che preveda la realizzazione di servizi, a partire dai parcheggi, e soluzioni ad hoc. Darebbe sicuramente impulso alla movida che in centro comincia a essere stretta perché si sta sviluppando in aree troppo abitate.

 

 

Io sarei favorevole alla movida al porto: ora l’amministrazione deve interagire per strutturare un progetto e poi servono gli investimenti. Ma sono fiducioso perché abbiamo un Piano del porto che va in questa direzione».

 

Leggi cosa ha detto il sindaco Piunti in merito alla delocalizzazione della movida.

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