SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ospedale unico a Pagliare e smembramento del Madonna del Soccorso. «Annuncio la mobilitazione e proteste in forma eclatante», tuona il sindaco Pasqualino Piunti. «Le nostre azioni di lotta saranno conseguenti le prossime mosse della giunta Ceriscioli», ammonisce il primo cittadino di San Benedetto.

 

Dal 2002 si parla di ospedale unico del Piceno. Dopo 16 anni se ne parla ancora.  «L’ospedale unico – tuona il sindaco Piunti, affiancato dal presidente della commissione sanità, Gianni Balloni – per 16 anni è stata la foglia di fico del Pd, per coprire tutte le inefficienze sanitarie dell’ospedale Madonna del Soccorso. Ma oggi rischia di diventare una foresta di foglie di fico con il mantra “Abbiamo individuato l’area”. In questi 16 anni, con l’alibi che si doveva arrivare al nosocomio unico del Piceno, tutti i servizi dell’ospedale civile di San Benedetto sono stati depauperati.  Ma se continua quel modus operandi sarà sempre peggio, fino a quando si comincerà a parlare di prima pietra. Però, il governatore Ceriscioli non sa se ci sono le disponibilità finanziarie e la tempistica. Glielo abbiamo chiesto ma ha fatto scena muta».

 

Piunti e Balloni sono infuriati con Stefano Stracci, sindaco di Monteprandone, ed Enrico Piergallini di Grottammare. «Non crediamo che la popolazione la pensi come loro, facciano un referendum per sincerarsi se vogliono l’ospedale unico a Pagliare. Piergallini dice che tanto sono solo 15 chilometri di distanza. Se uno ha un’urgenza, con il traffico di questi giorni finisce imbottigliato tra le macchine».

 

Sotto accusa la conferenza dei sindaci: «Il regolamento – sbotta Piunti – consente ai sindaci con la minoranza della popolazione residente di dettare legge.  Nel corso della riunione ho appreso dal primo cittadino di Force che la maggioranza dei sindaci aveva sottoscritto un documento per localizzare l’ospedale unico a Pagliare. Eppure questo organismo non ha mai contato nulla, ora sull’ubicazione del nosocomio del Piceno il parere della conferenza è determinante. San Benedetto d’estate raggiunge 100mila abitanti, un Comune che ne fa tremila non può contare quanto la Riviera. Sono di più le persone che vengono a bussare alla porta del sindaco di San Benedetto o di quello di Stella di Monsampolo? Qui decide la minoranza, per questo si è trattato di un blitz. Una conferenza fatta in tutta fretta in cui si sono dimenticati di discutere il secondo punto all’ordine del giorno, ovvero la nomina del comitato ristretto dei sindaci. L’importante era portare a casa il risultato. Il documento, che io non ho, recava la premessa che non deve essere una speculazione edilizia, ma c’è bisogno di scriverlo? Per me è una decisione inaccettabile. E’ un’aberrazione che la stragrande maggioranza dei cittadini debba subire quello che dice la minoranza. Questa è una bandiera del Pd travestita da algoritmo. Non sono stati sentiti associazioni, sindacati, medci».

 

La preoccupazione di Piunti: «Ricordo che se salta il Madonna del Soccorso, tra Giulianova e Civitanova lungo la costa non c’è un ospedale». S’infiamma il sindaco:  «Cosa vuole vendere la Regione, l’aria condizionata e il cappotto verde speranza? I cittadini hanno bisogno di avere un servizio più rapido al Pronto soccorso e di snellire le liste di attesa. Spero che sia una manovra elettorale che si rivelerà un boomerang per il Pd, perché l’attenzione dei cittadini è altissima e noi non staremo a guardare.  A San Benedetto abbiamo la commissione sanità che altri comuni non hanno, Ascoli ce l’ha copiata. La sanità non ha colore politico: è dei cittadini. Noi vogliamo avere un ospedale di primo livello perché ci spetta. Non accettiamo che il Madonna del Soccorso venga depauperato e infine chiuso». La conclusione è lapidaria: «Quando Ceriscioli andrà a casa noi  cambieremo l’ospedale unico e il regolamento della conferenza dei sindaci».

 

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